domenica,Settembre 26 2021

Rosarno piange Gianni Santoro, ferroviere in pensione con la passione per il teatro

Il ricordo di Michele Spataro: «Riusciva a recitare senza alcuno sforzo, con naturalezza espressiva, innata capacità di improvvisazione e padronanza della scena»

Rosarno piange Gianni Santoro, ferroviere in pensione con la passione per il teatro

Lutto nel mondo del teatro amatoriale calabrese. E’ morto a Rosarno Gianni Santoro, figura di primo piano del palcoscenico per oltre 40 anni, sin da quando ha esordito nella commedia brillante “A figghja schetta” rappresentata dalla compagnia del Centro di Promozione Culturale e Sociale, successivamente trasformatasi in “Laboratorio teatrale Rosarno 76”, sotto la guida dell’inossidabile regista Michele Spataro, con il quale ha creato un sodalizio artistico rimasto in vita fino al 2019, interrotto a seguito dell’imperversare della pandemia.

«Con il carissimo Gianni – ricorda con profonda commozione Michele Spataro – unitamente a Mimmo Cannizzaro, Pino Tramonti, Lorena Muzzupappa, Giuseppe Cannatà, Marilena Reitano e numerosi giovani abbiamo portato in giro perla Calabria e l’Italia tutta, le nostre tradizioni, il nostro vernacolo, la nostra filosofia di vita, intrisa del fascino della nostra terra, grande ed amara. Gianni aveva il teatro nel sangue e riusciva a recitare senza alcuno sforzo, con naturalezza espressiva, innata capacità di improvvisazione e padronanza della scena».

Messaggi di cordoglio sono pervenuti ai familiari anche da ex colleghi di Gianni Santoro, capostazione in quiescenza delle Ferrovie dello Stato. La salma è stata trasferita nel cimitero di Viale della Pace e benedetta da don Pino Varrà, Vicario generale della Diocesi. Per oggi è prevista la messa in suffragio celebrata nella Chiesa Matrice.

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