sabato,Maggio 18 2024

Reggio, bibliobus ad Arghillà per diffondere libri come fossero semi

Iniziativa avviata da un gruppo di associazioni, in collaborazione con l'Atam. I libri rimarranno adesso nel quartiere e ogni giovedì sarà possibile restituirli e prenderne altri

Reggio, bibliobus ad Arghillà per diffondere libri come fossero semi

Una biblioteca nel complesso e tormentato quartiere di Arghillà, zona nord di Reggio Calabria. Da qualche giorno, infatti, la virtuosa realtà del centro di medicina solidale Ace, che già ospita uno Sportello dei Diritti attivato dal coordinamento di Quartiere per ascoltare i bisogni, praticare prevenzione e mettere in atto interventi, accoglie anche una biblioteca dove è possibile scegliere un libro, prenderlo in prestito e sperimentare un’idea di comunità e di circolarità dei beni.

Un’esperienza avviata con l’arrivo ad Arghillà nord del Bibliobus, ripristinato per l’occasione dall’Atam, su impulso del gruppo Udi di Reggio Calabria e in collaborazione con altre realtà del territorio quali lo stesso coordinamento di Quartiere, la Biblioteca dei Ragazzi e delle Ragazze, il consorzio Macramè, il gruppo reggino Nati per Leggere, le associazioni Adexo e Jineca.

Libri nel quartiere 

«Il nostro obiettivo è quello di dare un appuntamento settimanale e di stabilire delle relazioni. Ogni giovedì saremo qui per dare i libri in prestito e per ricevere i libri restituiti. Abbiamo avuto la possibilità, grazie alla disponibilità dell’Atam, di inaugurare questa iniziativa con il bibliobus che certamente utilizzeremo periodicamente anche in altri quartieri per diffondere l’invito alla lettura. Per noi è importante stabilire un contatto, dare continuità a questa esperienza e diffondere la consapevolezza che ci sono libri disponibili senza doversi allontanare dal quartiere», ha spiegato Titti Federico dell’Udi Reggio Calabria.

Ogni libro, un seme

L’arrivo di un bus con libri piuttosto che persone a bordo sicuramente ha destato curiosità ma per centrare l’obiettivo della diffusione della lettura e della cura del bene comune, come è anche un libro da restituire, in un contesto fortemente segnato da dispersione scolastico e degrado diffuso, il percorso è lungo, necessario e da compiere con pazienza, amore e a piccoli passi.

«Le bambine e i bambini erano increduli quando hanno visto il bibliobus e hanno capito che dentro un autobus c’erano dei libri. Il clima è stato di forte eccitazione, quasi fosse un gioco. Noi speriamo di seminare. Speriamo che leggano e, anche se inizialmente non dovessero restituire, non importa, siamo qui per interrare un piccolo seme e attendere con pazienza che generi un frutto», ha commento Luciana Amato dell’Udi di Reggio Calabria.

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