martedì,Dicembre 6 2022

Bronzi di Riace, Castrizio: «Con le statue di San Casciano nessun confronto possibile»

Lo studioso reggino: «I guerrieri sono di committenza statale, per costruirli ci sono voluti anni di lavoro dei maestri d'arte»

Bronzi di Riace, Castrizio: «Con le statue di San Casciano nessun confronto possibile»

Statue di San Casciano e Bronzi di Riace, opere meravigliose e difficilmente paragonabili. I Bronzi sono un mistero venuto dal mare che ancora deve essere svelato. Quelle di San Casciano, inquadrate nel loro contesto sono statue di meno di un metro, ex voto, ma ritrovate nel loro contesto. Tuttavia per il direttore generale musei del Ministero della Cultura, Massimo Osanna, è «la scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai fatti nella storia del Mediterraneo antico».

Ogni statua nel suo contesto

Parole che hanno toccato lo storico reggino Daniele Castrizio, studioso da decenni dei bronzi, docente di numismatica all’università degli studi di Messina, al quale abbiamo chiesto delucidazioni. «La mia prima sorpresa enorme è sentire pronunciare quelle parole da Osanna, direttore generale dei musei. Nessun archeologo con un minimo di competenza avrebbe fatto un paragone tra statue. Noi archeologi sappiamo che ogni statua va affrontata nel suo contesto: non c’è meglio e non c’è peggio».

Gli ex voto

Andando poi alla scoperta di San Casciano. «Hanno trovato 24 statue, del II secolo a. C. quindi non sono proprio antiche, trovare reperti del V secolo come i bronzi è rarissimo. Dal punto di vista tecnico non c’è nulla di sorprendente: se posso permettermi un paragone, che può sembrare azzardato ma non lo è, è come se avessero trovato 4 ex voto di padre Pio, quello è il livello.

Quindi da un lato abbiamo i due bronzi: di committenza statale, per costruirli ci sono voluti anni, una cosa unica che sarà costata moltissimo a chi l’ha fatta, per la quale sono stati scelti maestri d’arte assoluti, dall’altra ci sono ex voto di famiglie che avevano in questo santuario hanno fatto delle opere per ringraziare le divinità.

Operazione di disturbo

Opere bellissime e dignitose, se me le facessero studiare sarei l’uomo più felice di questo mondo, ma non c’è nessun tipo di confronto dal punto di vista stilistico, tecnico e artistico. A mio avviso, si tratta di una brutta operazione di disturbo della quiete pubblica nazionale e una disinformazione. E questo mi dispiace, anche se so che in Toscana sanno vendere meglio i loro beni culturali».

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