mercoledì,Febbraio 28 2024

Polistena, la Fondazione Tripodi rievoca la storia dell’anarchico Pinelli

Al dibattito e alla proiezione del docufilm era presente la figlia Claudia

Polistena, la Fondazione Tripodi rievoca la storia dell’anarchico Pinelli

Su iniziativa della fondazione Girolamo Tripodi, e grazie al contributo di Enzo Marafioti, Polistena ha ospitato Claudia Pinelli, figlia di Pino. Un dibattito e la proiezione del docufilm “Pino, Vita accidentale di un anarchico” di Claudia Cipriani, hanno attirato un folto pubblico nella sala messa a disposizione dalla comunità Luigi Monti.

L’incontro è stato aperto da  Michelangelo Tripodi che ha collegato l’iniziativa alla volontà di «approfondire una delle stagioni più buie della vita democratica del paese, quando si sviluppò la famigerata “strategia della tensione” promossa dal blocco reazionario che allora veniva definito “il partito dell’avventura” per fermare l’avanzata operaia e studentesca».

Il senatore Giuseppe Auddino si è detto «colpito dal docufilm che ha avuto occasione di rivedere un paio di volte e, soprattutto, dalla reazione dignitosa e fiera della moglie e delle figlie di Pino Pinelli». Successivamente ha preso la parola Giancarlo Costabile che ha collocato la vicenda Pinelli e le stragi di Stato in quella che lui ha definito «mafia di Stato».

È poi intervenuta Claudia Pinelli, figlia dell’anarchico, che ha ringraziato la Fondazione Girolamo Tripodi e tutti i presenti. «Un momento importantissimo – ha detto – è stato il riconoscimento del 2009 da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: l’unico atto ufficiale, perché non siamo mai riusciti ad entrare in un tribunale. Ma siamo ancora qui e continuiamo a  portare avanti la testimonianza di una storia lunga che ora richiede verità perché la democrazia non si può nutrire di silenzio».

Successivamente  si è aperto il dibattito e sono intervenuti la consigliere regionale Amalia Bruni, Aldo Polisena (giornalista),  Antonella Aricò (sorella di Gianni, uno dei cinque ragazzi anarchici uccisi nel 1970), Rosaria Tropepe (consigliera comunale di Polistena).

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