venerdì,Giugno 14 2024

Cinema, la villese Noemi Arfuso finalista al Premio Zavattini

La storia del nonno bagnarese, fondatore della “Radio Perla del Tirreno”, e il prezioso materiale d'archivio hanno convinto i giurati

Cinema, la villese Noemi Arfuso finalista al Premio Zavattini

Noemi Arfuso da Villa San Giovanni con amore fino a vincere la VII edizione del Premio Zavattini 2022/23. Sono stati deliberati i tre progetti vincitori, scelti tra i dieci finalisti selezionati a concorrere all’iniziativa dedicata al riuso creativo del materiale cinematografico d’archivio rivolto a giovani filmmaker tra i 18 e i 35 anni.

E tra loro c’è il progetto “Radio Perla del Tirreno” di Noemi Arfuso, 23enne di Villa San Giovanni.

Nella motivazione del riconoscimento si legge: «per la capacità di valorizzare, in un racconto di grande freschezza, uno straordinario materiale d’archivio, sonoro e audiovisivo, ereditato dall’esperienza di una radio libera e del suo fondatore in un piccolo paese della Calabria, che diviene l’angolazione attraverso cui sono raccontati dieci anni di storia locale e nazionale, tra gli anni settanta e gli anni ottanta del Novecento».

Com’è venuta l’idea?

«Nasce tutto come un progetto universitario per un esame, ma in forma embrionale e differente dalla realizzazione finale. Il professore ci avevo proposto di pensare alla fase di scrittura, quindi non di montaggio e di regia, del soggetto con materiale d’archivio. Così sono andata a ripescare la storia di mio nonno, una storia che riguarda la nostra famiglia. Una volta realizzato il progetto ho deciso di partecipare al bando del premio Zavattini ed è andata bene».

Cosa c’è dentro il corto?

«Mio nonno si chiama Mimmo Villari. Era capo delle Poste, ma, sin da ragazzino, è stato musicista, ha suonato in diversi gruppi. Poi ha messo su famiglia e ha messo da parte l’idea di fare il frontman. Già dal 1974 giravano le radio pirata.

Ma nel 1976 sono state liberalizzate grazie a una decisione della Corte costituzionale, quindi chi, come nonno, era appassionato di musica e di tecnologia, ha pensato che fosse il caso di farlo a Bagnara visto che le radio libere, a macchia d’olio, si stavano diffondendo in tutto il Paese. Radio Perla fu la prima a Bagnara e restò in voga per dieci anni.

Il cortometraggio – chiarisce l’autrice – è in produzione. Per vincere il premio era necessario inviare un trailer di tre minuti con le immagini, e questo è stato scelto dai giurati. Il finale sarà più lungo e strutturato. Per le immagini ho attinto all’archivio di mio nonno che era un videomaker. Ho tantissimo materiale d’archivio che accompagnerà i suoni della radio».

Cos’ha voluto trasmettere con questo progetto?

«Più superficialmente, a livello narrativo, mi piaceva l’idea di far vedere a tutta Italia un luogo un po’ dimenticato, come la provincia meridionale, i paesini sul mare.

Poi però, a livello più profondo, i sentimenti che provavo mentre scrivevo il progetto mi portavano a pensare che un lavoro del genere possa emozionare chi ha dovuto lasciare il luogo d’origine per dover inseguire i sogni, un mestiere o dei doveri. Provo molta nostalgia rivedendo le immagini del mare e risentendo le voci dei miei familiari perchè vivo a Milano adesso.

Oltre lo strato delle conoscenza dei fatti di cronaca specifici di Bagnara di quegli anni, che sono comunque molto divertenti e interessanti, alcuni anche cupi, spero di trasmettere il sentimento di nostalgia per un luogo che bisogna lasciare. Mio nonno oggi non vive più in Calabria e io sento che questa lontananza ci accomuna, con l’assenza dal luogo in cui siamo cresciuti e che amiamo profondamente».

Cosa vuole fare da grande?

«Vorrei fare la regista cinematografica. Sono laureata al Dams all’università della Calabria e adesso sto facendo un master in creative media production al Naba (Nuova accademia di belle arti) di Milano».

Il prossimo obiettivo?

«Fino a giugno mi dedicherò alla produzione del lavoro e poi alla distribuzione festivaliera perchè il premio “Zavattini” è importante, ne sono lusingata e incredula ancora, ma è un trampolino che può costituire un grande slancio per farsi conoscere. Il mio obiettivo è farlo veder a più persone possibili».

La Giuria, presieduta dal regista Daniele Gaglianone, è composta dal produttore Luigi Chimienti (Dispàrte), dalla produttrice Maura Cosenza (Luce Cinecittà), dalla regista e montatrice Maria Iovine e dalla sceneggiatrice e regista Silvia Scola. Il progetto è co-finanziato dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, avrà luce nel giugno 2023 con la prima proiezione al Cinema Farnese di Roma.

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