giovedì,Luglio 18 2024

Reggio, il Liceo “Volta” alla scoperta della Giudecca di Bova

Il progetto “Misporcolemani” promosso dall’istituto scolastico in collaborazione con il Museo della Lingua greco-calabra

Reggio, il Liceo “Volta” alla scoperta della Giudecca di Bova

“Misporcolemani. Chora tu Vua: alla scoperta della Giudecca” è il titolo del progetto promosso dal Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria, in collaborazione con il Museo della Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs di Bova.

«Un progetto – si legge in una nota – finalizzato a rendere protagonisti gli studenti dell’istituto scolastico reggino, della valorizzazione di un patrimonio culturale poco conosciuto nella stessa Regione, ma di fondamentale importanza per la conoscenza stessa del nostro passato, soprattutto quello recente.

Parliamo delle testimonianze ebraiche che la Calabria conserva, in particolare degli insediamenti rinvenuti ai margini di centri urbani tardo antichi e soprattutto dei quartieri popolati da genti di fede mosaica fin dal tardo medioevo, quando in tutta la Regione si registrò un progressivo aumento delle comunità giudaiche. Tra queste, anche quella ospitata alla fine del XV secolo nel borgo grecanico di Bova, in un piccolo quartiere che oggi si contraddistingue per l’attento lavoro di recupero e valorizzazione intrapreso fin dal 2017, dopo essere stato incluso tra le sezioni urbane del Museo “Rohlfs”».

Uno strategico intervento di musealizzazione, rispettoso di ogni traccia del passato, consente infatti al visitatore di leggere la conformazione topografica dell’antica Giudecca, ma anche ripercorrere la storia degli Ebrei in Calabria, attraverso la costruzione di un percorso narrante, che si serve non soltanto di una pannellistica didattica (fruibile in lingua inglese e italiana con un sistema qr-code) ma anche di un più ampio progetto creativo, nel quale l’arte contemporanea riveste un ruolo decisivo.

L’obbiettivo dell’intervento era quello di ricercare il significato originario del sito, rinvigorendo allo stesso tempo lo spirito del luogo al fine di costruire dialoghi, attivare sinergie per il futuro del patrimonio ereditato, mantenere viva la memoria della giudecca, anche attraverso eventi culturali capaci di mettere in risalto il ruolo interculturale del suggestivo quartiere bovese.

«Ed è proprio in uno degli eventi culturali organizzati alla Giudecca di Bova dal Museo Rohlfs che un alunno del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria ha avuto modo di conoscere la cultura ebraica calabrese. Se ne innamora fin da subito al punto da proporre ai compagni di classe, la 4E NO, e all’interno Istituto un approfondimento tematico. Un input non sfuggito alla professoressa Ester Iero del “Volta” di Reggio Calabria, che insieme alla collega Angela Martino, hanno trasformano in una occasione di crescita, grazie un progetto PCTO, avviato agli inizi del 2023 con una serie di incontri svolti dal direttore del Museo Rohlfs, Pasquale Faenza, sulla storia degli Ebrei in Calabria, sulla riscoperta della Giudecca di Bova e sulle strategie di valorizzazione del quartiere».

Ma non solo…il programma è stato arricchito da appuntamenti sulla musica e la cucina ebraica, coadiuvati dalla dott.ssa Miriam Jaskierowicz Arman, che hanno consentito di far vivere agli alunni un’esperienza diretta con le tradizioni ebraiche di oggi. Il progetto prevede inoltre diverse azioni. Oltre infatti alla visita guidata alla Giudecca di Bova, prevista il prossimo 20 Aprile, gli alunni liceali si faranno promotori della valorizzazione stessa del sito ebraico attraverso una campagna promozionale social, fatta di produzione audiovisive, musicali, interviste, ricerche, finalizzate a far conoscere l’antico quartiere al fine di promuovere il valore dell’interculturalità, l’importanza dell’incontro con l’altro, il messaggio etico e morale che si cela tra le trame e gli orditi della Calabria Judaica. Un modo interattivo di fare valorizzazione, afferma il direttore Pasquale Faenza, che ripaga il Comune di Bova degli sforzi fatti in questi anni per tutelare la Giudecca bovese, offrendo inoltre spunti e approcci pragmatici sulla concreta fruizione del patrimonio ebraico calabrese.

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