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Bagnara, il restauro di Giuditta e Oloferne al centro di un dibattito

Il quadro, di cui ne è stata narrata la storia dalle studentesse, entrambe calabresi, dell’Università della Tuscia Chiara Campanella e Azaria Rovere, fu realizzato dall’artista napoletano Paolo De Matteis, tra il 1710 ed il 1712, e in seguito donato dal Cardinal Ruffo alla chiesa del Rosario

Bagnara, il restauro di Giuditta e Oloferne al centro di un dibattito

Mercoledì 12 aprile, a Bagnara Calabra, una rappresentanza della Delegazione Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato al convegno organizzato dall’Università della Tuscia e moderato da Paola Pogliani e da Anna Arcudi, denominato “Dietro le quinte del restauro Giuditta ed Oloferne” che si è svolto all’interno della bellissima chiesa di Maria SS del Rosario. Il convegno, oltre ad un vasto pubblico,  ha visto presenziare numerose autorità tra le quali il Sindaco di Bagnara Calabra, il Soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, il Vicario Episcopale per la Pastorale della Cultura dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e il direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Reggio Calabria-Bova.

L’opera d’arte in questione, raffigura il celeberrimo episodio biblico della decapitazione del generale di Nabucodonosor, Oloferne, da parte della bellissima Giuditta che nel corso dei secoli è stato raffigurato da artisti quali il Caravaggio, Artemisia Gentileschi e Guido Reni, solo per citarne alcuni. Il quadro, di cui ne è stata narrata la storia dalle studentesse, entrambe calabresi, dell’Università della Tuscia Chiara Campanella e Azaria Rovere, fu realizzato dall’artista napoletano Paolo De Matteis, tra il 1710 ed il 1712, e in seguito donato dal Cardinal Ruffo alla chiesa del Rosario.

Il restauro della pregevolissima opera, finanziato oltre che dall’Ordine Costantiniano anche dall’Associazione Uccio Lo Presto, verrà realizzato direttamente in loco e le varie fasi, potranno essere oggetto di visite da parte di scolaresche e gruppi di privati cittadini. Il Delegato Vicario del SMOCSG, Grand’Ufficiale Aurelio Badolati, ha affermato come la generosità dei Cavalieri Costantiniani debba essere assunta ad esempio e fungere da stimolo ad altre associazioni/comunità per sostenere il recupero delle opere d’arte che nelle chiese vengono custodite. Dette opere, difatti, costituiscono un patrimonio identitario che deve essere preservato per le future generazioni.

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