lunedì,Luglio 15 2024

Reggio, alla scoperta dei tesori della fondazione “Piccolo Museo S. Paolo” – VIDEO E FOTO

Il suo vasto repertorio è frutto del lavoro di monsignor Francesco Gangemi che ha fatto una grande dono alla città dello Stretto

Reggio, alla scoperta dei tesori della fondazione “Piccolo Museo S. Paolo” – VIDEO E FOTO

Uno scrigno di tesori nel cuore della città. È il “Piccolo Museo S. Paolo”, struttura di valore inestimabile, curata dall’omonima Fondazione . Il suo vasto repertorio è frutto del lavoro di Mons. Francesco Gangemi che ha fatto una grande dono alla città.

Il Museo raccoglie 170 icone provenienti dalla Russia, dalle isole ioniche e dai paesi balcanici; oltre che sculture, argenti e reperti archeologici risalenti alla Magna Grecia, al periodo bizantino, al normanno e ai successivi. Nella Pinacoteca sono esposte 120, tra tele e tavole, di autori del calibro di Antonello da Messina e Cima da Conegliano. Sono altresì presenti una sezione numismatica e una biblioteca che, tra gli altri, conserva manoscritti originali di F. Cilea e L. Perosi.

Il dono di monsignor Gangemi

Come chiarisce un collaboratore della Fondazione, Fabio Pellicanò: «La Fondazione Piccolo Museo San Paolo è un ente creato da monsignor Gangemi alla fine degli anni Settanta, egli istituì questo museo che fu la prima fondazione culturale riconosciuta dalla Regione Calabria. Nello statuto il sacerdote scrive di voler fare un dono alla città e ai propri concittadini del museo e si tratta di un patrimonio d’arte importantissimo per un luogo come Reggio che ne ha assoluto bisogno, imponendo l’ingresso gratuito. In questo si concretizza il dono.

Le collezioni sono formate da diverse tipologie di forme d’arte: l’attrattore più importante è la collezione di icone che provengono dai territori di rito ortodosso, quindi tutta l’area dell’ex Unione sovietica e la parte greca che è quella che si lega di più al territorio reggino. E ancora c’è una bellissima collezione di dipinti dal Quattrocento ai giorni nostri. Sia tavole che tele, e ancora argenti sacri».

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