venerdì,Maggio 24 2024

Reggio, Le Muse raccontano e ricordano con Cosimo Sframeli i dimenticati parà della Nembo Aspromonte

Presentata in anteprima nazionale l'opera del capitano che ha operato in Aspromonte contro le organizzazioni criminali

Reggio, Le Muse raccontano e ricordano con Cosimo Sframeli i dimenticati parà della Nembo Aspromonte

Pubblico delle grandi occasioni domenica scorsa all’Associazione culturale “Le Muse” presso la Sala d’Arte di Via San Giuseppe 19 di Reggio Calabria, per la prima presentazione nazionale dell’ultima pubblicazione del Capitano Cosimo Sframeli: “Gli eroi dello Zillastro” – I Parà della Nembo – Aspromonte 8 settembre 1943 – Edizione Falzea.

Molte autorità presenti: Enzo Arcadi, valoroso magistrato in trincea, pioniere di pregresse attività giudiziarie vincenti, Vincenzo Pedone, magistrato illuminato sub legge ed integro assertore della potenza dello spirito, Michelangelo Di Stefano già funzionario della Dia, Pino Perrone in rappresentanza di paracadutisti calabresi, Alfonso Picone già presidente del Cai, Giusy Ianni’ sorella del paracadutista Giuseppe Ianni’ caduto nel disastro della Meloria, personalità convenute per porre omaggio a questo nuovo ritorno alla scrittura del Comandante Sframeli.   

Il presidente Giuseppe Livoti, in apertura di evento ha sin da subito dichiarato come Cosimo Sframeli all’insegna di quella continuità con “A ‘ndrangheta. Evoluzione e forme di contrasto” e “’Ndrangheta addosso”, pur non essendo uno storico, torna a parlare della sua terra proprio di quell’Aspromonte che lo ha accolto e che lo ha visto sempre presente nella sue battaglie contro l’importante fenomeno delle organizzazioni criminali. Un saggio che dovrebbe essere un approfondimento di un episodio storico che è stato purtroppo dimenticato. Paolo Falzea, editore che ha pubblicato questo libro, sin da subito si è rivolto a chi svolge formazione nel mondo della scuola: dobbiamo divulgare conoscenze storiche che nel tempo sono state secretate, occorrono docenti capaci di riportare al centro accadimenti come quello dei parà della Nembo che trova oggi nuovi approfondimenti con il lavoro dell’autore.

Il comandante Cosimo Sframeli ha raccontato al numerosissimo pubblico, i suoi due anni di lavoro per raccogliere il materiale presente nel volume, tra fonti storiche, documentali e fotografiche e ricordando anche l’interessamento a questo argomento dello storico Agazio Trombetta. Questa opera che è ricca di umana trepidazione, è stata promossa dal Ministero della Difesa e dall’Associazione Nazionale “Nastro Verde” – Decorati Medaglia d’Oro Mauriziana, sodalizio a cui aderiscono tutti gli Ufficiali e Sottufficiali che appartengano o abbiano appartenuto alle Forze Armate, Corpi Armati dello Stato e Guardia di Finanza, sia in servizio che in congedo, decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana o Gualbertiana, o coloro che abbiano prestato o prestino servizio quali Ufficiali o Sottufficiali o Sergenti ovvero dei ruoli di Ispettori, Sovrintendenti e Graduati nelle FF.AA. e nei Corpi Armati dello Stato che sono stati insigniti della Croce d’Argento o d’Oro o d’Oro con Stelletta di Anzianità di Servizio.

 «Ho riunito in un unicum – dice Sframeli – la vita e la morte dei giovani paracadutisti dell’VIII Btg, 185^ Rgt, Divisione Nembo che, in Aspromonte, la mattina dell’otto settembre 1943 si scontrarono con cinquemila anglo-canadesi. Il racconto, lo ho esposto grazie a punti di vista diversi, ripercorrendo luoghi, miti, ambienti e avvenimenti socio-militari, mettendo in evidenza gli ultimi giorni di vita di questi eroi che, sui Piani dello Zillastro, scrissero col sangue questa pagina di storia e, anche dopo la morte, riuscirono a tracciare un percorso di civiltà pacificatrice e liberatoria».

Una storia di coraggio e abnegazione che lascia ammutoliti, dove la vita e la morte si intrecciano al senso dell’onore ed al rispetto della parola data, all’amor di Patria ed alla spartana volontà di donare se stessi. Il tragico destino dei Parà della Divisione Nembo, non lascia assolutamente indifferenti e pone domande sul perché si sia arrivati a tanta durezza di cuore. La storia, con la sensibilità ed il senno di oggi, sicuramente porta a soluzioni e considerazioni diverse rispetto al periodo in cui si svolsero i fatti e insegna a comprendere i meccanismi del mondo, della società, della vita stessa, nonché ed analizzare il susseguirsi degli eventi con oggettività. Il mio è un saggio fuori dagli schemi, che accende i riflettori su una vicenda molto controversa del nostro passato storico, realmente avvenuta e di rado narrata con spirito libero.  E’ il resoconto, tormentato e commovente di una pagina di storia del II conflitto mondiale, una cronaca della durissima ed eroica resistenza di quello che rimaneva dell’VIII Battaglione di volontari paracadutisti, giovani ventenni in grigioverde, chiamati a respingere il nemico nelle montagne dell’Aspromonte, tra attacchi ed incursioni. Il 4 settembre, l’VIII battaglione disposto nella zona di Bagaladi, impegnato già in combattimenti contro inglesi e canadesi, tenta di raggiungere il comando di Reggimento a Plati’. Iniziano così quei significativi e memorabili giorni che culmineranno, dopo giorni di marcia attraverso boschi e crinali aspromontani, alla battaglia dello Zillastro.

 La manifestazione ha visto dei momenti di Lettura interpretativa con il Laboratorio diretto da Clara Condello con Francesca Avenoso e Sonia Impalà oltre a importanti interventi e testimonianze.

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