giovedì,Novembre 26 2020

La città dei Bronzi di Riace non investe nella Green Economy

E’ quanto emerge dal rapporto redatto e divulgato in questi giorni da Unioncamere e Symbola(fondazione per le qualità italiane), dal quale si evince che la Calabria non sale sul podio nell’ambito della “graduatoria regionale delle imprese che hanno effettuato eco-investimenti”

La città dei Bronzi di Riace non investe nella Green Economy

Di Francesco Bolognese – «Sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito nel periodo 2015-2018, o prevedono di farlo entro la fine del 2019 in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. In pratica quasi un’azienda italiana su tre, il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. E nel manifatturiero sono più di una su tre (35,8%). Solo quest’anno, quasi 300 mila aziende hanno investito, o intendono farlo entro dicembre, sulla sostenibilità e l’efficienza».

E’ quanto emerge dal rapporto redatto e divulgato in questi giorni da Unioncamere e Symbola(fondazione per le qualità italiane), dal quale si evince che la Calabria non sale sul podio nell’ambito della “graduatoria regionale delle imprese che hanno effettuato eco-investimenti nel periodo 2015-2018 e/o investiranno nel 2019 in prodotti e tecnologie green”(1° Lombardia con 77.691 milioni di euro investiti, seguita da Veneto e Lazio).
Lo “stivale” d’Italia con 11.909 milioni di euro in eco-investimenti in prodotti e tecnologie green occupa soltanto il decimo posto. Ancor più grave è riscontrare l’assenza della città dello Stretto (e delle altre consorelle calabresi) tra le “prime venti province italiane per valore assoluto delle imprese che hanno effettuato eco-investimenti nel periodo 2015-2018 e/o investiranno nel 2019 in prodotti e tecnologie green”(il 20° posto è occupato dal capoluogo etneo con 5.671 imprese che investono nel “verde”) e come se non bastasse la Città metropolitana non è annoverata tra le prime 20 per «incidenza percentuale delle imprese green sul totale delle imprese della provincia reggina».

C’è tempo e modo per le imprese reggine per recuperare questo divario, in palio, come riferisce il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ci sono «una maggiore produttività e competitività e in più capacità di innovazione e di export. Nei prossimi 5 anni, l’economia circolare e sostenibile offrirà una opportunità di lavoro su 5 sia nel settore privato, sia in quello pubblico. Insomma, la svolta dell’economia italiana verso la sostenibilità e l’ambiente è in pieno svolgimento e l’Italia è in anticipo rispetto alle altre economie europee».