martedì,Ottobre 20 2020

Reggio, le imprese artigiane al top nel rapporto Unioncamere 2019

I dati del rapporto sul Mezzogiorno confermano il trend positivo. L'inversione di tendenza lascia ben sperare per il futuro

Reggio, le imprese artigiane al top nel rapporto Unioncamere 2019

La voglia di fare l’impresa è sempre presente. L’avversa congiuntura economica non frena nel bel paese, in modo particolare nel Mezzogiorno, la natalità delle imprese. Il saldo fra le “imprese nate (66.823) e quelle che hanno cessato l’attività (52.975) nel terzo trimestre dell’anno mette a segno un saldo positivo pari a 13.848 unità”. Questo è quanto scaturisce dal report redatto e divulgato da Unioncamere-InfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel terzo trimestre 2019. A tirare la volata è il Mezzogiorno. Infatti «è il Sud che ha fatto registrare il saldo in valore assoluto migliore tra le quattro aree geografiche, pari a 5mila unità». A livello provinciale, nell’ambito delle “Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita 3° trimestre 2019 Totale Imprese ”la citta dei bronzi mette a segno tra iscrizioni (512) e cessazioni (388) un saldo positivo pari a 124 imprese equivalente allo 0.23%, insieme a Crotone, Vibo e Cosenza, piu indietro il capoluogo regionale. La performance di Reggio Calabria non è molto lontano rispetto alla prima della classifica, Isernia con lo 0.59%. A rendere alquanto soddisfacente questo risultato è il dato relativo alle “Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita trimestrali Imprese Artigiane”, che vede un saldo positivo, tra cessazioni ed iscrizioni, pari al +0.24% dietro soltanto a Vibo. Questa, sia pur leggera, inversione di tendenza dai riverberi positivi sul tessuto socio economico può e deve consolidarsi; a tal proposito un importante un contributo giunge dal fondo alle PMI pari 265 milioni di euro, il cui decreto è stato firmato proprio in questi giorni, il quale “disciplina i termini e le modalità di concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle PMI e reti d’impresa per investimenti innovativi, al fine di rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e lo sviluppo tecnologico nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”.

di Francesco Bolognese