sabato,Novembre 28 2020

L’allarme della Camera di Commercio: banche e imprese reggine, “relazione” complicata

«Nonostante l'aumento delle quote risparmio il sistema bancario della Città metropolitana di Reggio Calabria porta avanti una politica del credito restrittiva, con gli impieghi bancari che subiscono un'ulteriore battuta d'arresto».

L’allarme della Camera di Commercio: banche e imprese reggine, “relazione” complicata

Di Francesco Bolognese – Banche e imprese, un “amore” complicato dai “numeri”, soprattutto nel Sud Italia, segnatamente nello Stivale. La Camera di Commercio locale scende in campo.

«Nonostante l’aumento delle quote risparmio, sia delle famiglie che delle imprese – complessivamente il +2,4% rispetto al dato rilevato a giugno 2018 – il sistema bancario della Città metropolitana di Reggio Calabria porta avanti una politica del credito restrittiva, con gli impieghi bancari che subiscono un’ulteriore battuta d’arresto».

Non è la prima volta, sarebbe auspicabile fosse l’ultima perché la ripresa dello Stivale passa innanzitutto dagli attori locali a tutti i livelli. Non le manda a dire il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria.

«Le strategie bancarie di sostegno agli investimenti produttivi continuano a penalizzare eccessivamente Reggio Calabria, nonostante alcuni segnali di miglioramento registrati sul fronte dei risparmi. Ciò evidenzia quanto sia importante come sistema imprenditoriale lavorare sul clima di fiducia degli operatori, affinchè le relazioni economiche tra i principali attori dell’economia locale possano offrire slancio alla crescita».
Che invece stenta ad invertire il senso di marcia atteso che questo «rapporto conflittuale fra banche e territorio si ripercuote anche sui tassi di interesse per rischi a revoca, di gran lunga superiori ai dati medi nazionali. Nel I trimestre 2019, il costo di una linea di credito è stato pari all’8,1%, in linea con il dato regionale ma significativamente più elevato rispetto al dato medio nazionale (5,5%). Come è ovvio, il tasso alle imprese è più elevato rispetto a quello applicato alle famiglie (8,6% contro il 4,6%)».

A suffragare tutto ciò interviene la Banca d’Italia sulla Calabria la quale sottolinea che «dal lato dell’offerta, nel primo semestre del 2019 le condizioni praticate dalle banche alle imprese non hanno mostrato variazioni significative. I criteri di accesso sono ancora particolarmente selettivi nei confronti del settore delle costruzioni, dove permane una maggiore prudenza da parte degli intermediari. Per le famiglie l’orientamento delle politiche di offerta delle banche è rimasto stabile, su criteri nel complesso accomodanti».