lunedì,Ottobre 25 2021

Aeroporto nel caos, anche l’Ugl chiede la testa di De Felice

La segretaria provinciale incalza il presidente di Sacal. «Lasci gestire il trasporto aereo a chi veramente è capace di farlo funzionare»

Aeroporto nel caos, anche l’Ugl chiede la testa di De Felice

«Dopo gli sbandieramenti iniziali sul come e sul quando avrebbe ripreso a far funzionare, a pieno ritmo, Crotone, Reggio e Lamezia, tutto è svanito; sono rimaste solo frasi capaci di reggere un attimo e poi svanire come neve al sole». Così in una lettera aperta al presidente di Sacal Arturo De Felice la segreteria provinciale del sindacato Ugl Ta si è espressa sulle indiscrezioni, anticipate da ilReggino.it, circa la trattativa con Lufthansa.

«E’ passato il tempo dal suo insediamento senza creare nulla di concreto – si legge nella missiva – salvo fiumi di parole dette al mattino e successivamente, alla sera, cancellate. Si ricordi, tanto per essere concreti, sono anni che noi del centro studi e dell’UGL TA ci battiamo per far capire il potenziale avveniristico del trasporto aereo,con proposte e studi per la funzionalità del triangolo aeroportuale calabro, analizzando le rotte cancellate dall’Alitalia, sulle compagnie di navigazione che hanno spremuto e spremono la regione e su quelle che hanno abbandonato volando per una metaforica sola stagione, sui costi biglietti che dovrebbero essere calmierati,in base alla normativa europea,con l’acquisizione passeggeri attraverso le offerte migliorative del servizio».

Per la segreteria Ugl Ta «I ruoli dei tre aeroporti sono ovvi e logici per un fatto di ambiente e di densità utenza differente, il Lamezia Terme, aeroporto internazionale, è abilitato in h24, il Tito Minniti in h16, la funzionalità dello scalo reggino si ferma alle 00:00, per svariati motivi su cui sarebbe il caso di riprendere una discussione per ampliamento anche dopo le 24:00 da trattare con ENAC, ricontrollando la mappa degli ostacoli in entrata ed uscita dal sedime, il Sant’Anna, opera per circa sei – sette ore al giorno, con collegamenti principalmente effettuati nel mattino».

«Non abbiamo industrie – scrivono i sindacalisti – il nostro bene esportabile, sarebbe il turismo (mari e monti) capace di aumentare la sua potenzialità con l’uso dei voli; siano charter che di linea. L’uso dell’aereo è divenuto ormai una prassi quotidiana per la gente. A noi non può raccontare niente di nuovo, saltellando su motivi che non hanno nulla di reale. Siamo stati chiari? Ci permetta un asterisco; invece di cercare, improbabili, soluzioni per gli aeroporti, con i due scali in cui i gestori sono miseramente falliti (Crotone e Reggio), sarebbe stato il caso di creare un rapporto con dei tecnici capaci di capire e indirizzare le risorse esistenti verso momenti appropriati e adeguati al settore».

«Si ricordi che Crotone e Reggio sono aeroporti che rappresentano un momento sociale diverso per una componente umana che ha, nel mezzo aereo, l’unica possibilità di una veloce congiunzione con il resto del territorio, mentre il Lamezia Terme è la struttura del centralismo geografico con immense possibilità ancora da realizzare ma completamente fermo al solito nastro di partenza».

«Ci rendiamo conto che lei è una indicazione della politica – conclude la lettera – ed è stato catapultato in una realtà del tutto diversa del suo iter individuale e sociale, senza avere alcuna cognizione su ciò che l’aspettava,tanto da diventare una figura quasi assente nello scenario aeroportuale, per questo motivo noi le regaliamo un consiglio gratuito, quello cioè di rassegnare le dimissioni dall’attuale incarico nel settore, lasciando gestire il trasporto aereo da chi veramente è capace di farlo funzionare in termine di nuovi collegamenti, riduzioni tariffe e una perfetta simbiosi dei tre scali per incentivare maggiormente l’uso del volo».

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