sabato,Ottobre 31 2020

Avr di Villa S.G., mercoledì presidio in prefettura per i mancati stipendi

La società è già morosa nei confronti dei lavoratori di 4 mensilità, una in più rispetto ai colleghi reggini

Avr di Villa S.G., mercoledì presidio in prefettura per i mancati stipendi

Mercoledì 12 febbraio l’Usb e i lavoratori Avr in servizio presso il Comune di Villa San Giovanni terranno un presidio di fronte la Prefettura di Reggio Calabria per denunciare ancora una volta la situazione in cui questi operatori sono costretti a lavorare. 

Usb chiarisce i fatti in una nota «Si fa spesso, e giustamente, riferimento alle gravi inadempienze da parte di Avr nei confronti dei lavoratori in servizio a Reggio Calabria, ma poco o nulla si dice di quelli impiegati nel comune villese, dove è ancor più evidente l’arroganza della società romana nei confronti dei propri dipendenti. 

Qui infatti, nonostante la sottoscrizione della cessione del credito vantato nei confronti del Comune di Villa San Giovanni ad un istituto bancario, nonostante la proroga trimestrale del servizio approvata con un canone nettamente maggiorato, nonostante insomma la situazione finanziaria sia decisamente migliore rispetto a quella di Reggio Calabria, i lavoratori vantano addirittura una mensilità arretrata in più. 

AVR è già morosa nei confronti dei lavoratori di 4 mensilità (agosto, novembre, tredicesima e dicembre), mentre si avvicina anche la scadenza per il pagamento di gennaio. sono 5 mensilità arretrate, per chi è già gravato dai precedenti ritardi, rappresentano uno scoglio insormontabile. Ciò nonostante questi lavoratori continuano responsabilmente a prestare il loro servizio. 

Ma la misura è colma! Mercoledì saremo in Prefettura – annunciano – per rappresentare nuovamente questa drammatica situazione, pronti a iniziative più eclatanti se non saranno trovate le opportune soluzioni in tempi consoni. Invitiamo tutta la cittadinanza a solidarizzare con questi lavoratori, consapevoli di come sia impossibile pensare a servizi efficaci se alla base non c’è la garanzia dei diritti e il rispetto della dignità di chi questi servizi deve espletare».