mercoledì,Dicembre 2 2020

Porto di Gioia Tauro, la Lega incalza la Santelli: «Non può essere gestito da chi non lo conosce»

Per i leghisti questo è il momento che la neo governatrice dimostri la propria autonomia e l’interesse per i calabresi. «La ‘ndrangheta si combatte con la prevenzione e con il coraggio di voltare pagina: non può essere un alibi per non fare»

Porto di Gioia Tauro, la Lega incalza la Santelli: «Non può essere gestito da chi non lo conosce»

«La Corte di Appello di Catanzaro ha, finalmente, proclamato il nuovo presidente della Regione Calabria: Jole Santelli è la prima donna che andrà a gestire la nostra regione. Donna capace, forte e con le idee chiare. Certamente, avrà un compito molto difficile dopo il fallimento certificato della giunta di centro sinistra guidata da Mario Oliverio e le difficoltà a costituire una Giunta all’altezza della situazione.

Vi sono moltissime priorità: dall’agricoltura al turismo, dalle infrastrutture alla sanità, dall’occupazione ai piani di settore, dai beni culturali al problema idrogeologico, dalla legalità alla lotta alla reale ‘ndrangheta, dalla programmazione al ricambio della burocrazia, ma quella che appare la più urgente è la definizione dell’assetto del Porto di Gioia Tauro e lo sviluppo di questo e della ZES».

Ad incalzare la neo governatrice Jole Santelli sono i consiglieri della Lega Giacomo Francesco Saccomanno, Giusy Zungri, Alex Gioffrè  ed Enzo Cusato.

«Allo stato, pochi sono stati i passi fatti avanti e per una regione che ha fame di crescita ed occupazione. Non pare, pertanto, che si possa continuare con tale passo lento ed a volte inconcludente. Basta vedere i risultati effettivi! Nessuna ricaduta concreta sul territorio e nessun piano di sviluppo reale.

Ora che i problemi interni sono stati superati è il momento di correre! Ogni secondo che si perde rappresenta mesi ed anni per la celerità in cui il mondo globalizzato si muove. L’imprenditoria investe ove ha delle risposte immediate e non dove i tempi sono dilatati all’inverosimile. E’ necessario, pertanto, che tutte le parti interessate portino avanti un progetto comune ed obbligano chi deve decidere di farlo con celerità. Altre perdite di tempo, potrebbero causare danni irreparabili per Gioia Tauro, ferma al palo da diversi anni.

Una concertazione seria, corretta, specifica, reale e professionale che deve consentire la immediata realizzazione di tutte le iniziative esistenti e che non possono oltre attendere. Ed in tale contesto è di rilevante importanza la governance. Meno burocrazia e più imprenditoria, meno legacci e più apertura verso l’esterno, meno parole e più fatti, meno passarelle e più concretezza, meno condizionamenti e più investimenti, meno corruzione e più informatizzazione, meno alibi e più coraggio. Un agire forte e senza timore, ponendo una barriera effettiva alla criminalità organizzata, con le azioni tangibili e con le sviluppo e non, certamente e solamente, con le sole affermazioni.

La ‘ndrangheta si combatte con la prevenzione, con la concertazione e con il coraggio di voltare pagina: non può essere un alibi per non fare. Deve, invece, spingere, con la dovuta precauzione, agli investimenti ed alla crescita. Operazione che può riuscire solamente a chi conosce il territorio e sa da chi deve difendersi».