martedì,Dicembre 1 2020

Coronavirus, chiudono tutte le attività commerciali tranne alimentari e farmacie. Annuncio di Conte

Il presidente del Consiglio invita a non fare la corsa ai supermercati. Possibilità di consegna a domicilio per ristoranti. Severa razionalizzazione per le aziende. Domenico Arcuri, a.d. di Invitalia, nominato commissario

Coronavirus, chiudono tutte le attività commerciali tranne alimentari e farmacie. Annuncio di Conte

«Ora questo è il momento di compiere un passo in più. Quello più importante. L’Italia rimarrà una zona unica protetta. Ora disponiamo la chiusura di tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio ad eccezione della vendita di generi alimentari, farmacie e parafarmacie. Aperti anche tabacchi ed edicole.

Nessuna corsa a fare la spesa nei supermercati. Chiudiamo bar, ristoranti con possibilità di fare consegne a domicilio. Chiudono servizi di mensa che non garantiscono un metro di distanza». Queste le parole del premier Giuseppe Conte che ha disposto la chiusura di tutte le attività non essenziali.

«Il mio grazie a tutti voi che state rispettando le misure adottate per il contrasto al virus. State compiendo sacrifici e cambiando abitudini di vita. Queste vostre rinunce – prosegue Conte –  stanno offrendo un contributo prezioso al Paese. L’Italia sta dando prova di essere una grande nazione, una grande comunità unita e responsabile. Il mondo ci guarda per i numeri del contagio. Ci apprezzano perché stiamo dando una prova di rigore.

Domani non solo ci guarderanno ancora e ci ammireranno e prenderanno come esempio positivo. Siamo il primo paese in Europa che è stato colpito dal Coronavirus, ma anche quelli che hanno agito per primi.

Governare significa avere una visione a 360°. Questa sfida riguarda la salute dei cittadini e mette a dura prova il sistema sanitario, ma anche la nostra economia fatta di tante piccole e medie imprese. Abbiamo tenuto conto di tutti i valori in gioco. Ho fatto un patto con la mia coscienza: al primo posto c’è e ci sarà sempre la salute degli italiani. Solo pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare le abitudini di vita. La gran parte ha risposto in modo straordinario. Ero consapevole che si trattava di un primo passo e non l’ultimo. Oggi siamo consapevoli che in un paese grande e complesso come il nostro bisogna procedere gradualmente.

Ora questo è il momento di compiere un passo in più. Quello più importante. L’Italia rimarrà una zona unica protetta. Ora disponiamo la chiusura di tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio ad eccezione di vendita generi alimentari, farmacie e parafarmacie.

Nessuna corsa a fare la spesa nei supermercati. Chiudiamo bar, ristoranti con possibilità di fare consegne a domicilio. Chiudono servizi di mensa che non garantiscono un metro di distanza.

Va incentivato il lavoro agile, le ferie, il congedo retribuito. Chiusi i reparti aziendali che non sono indispensabili per la produzione. Industrie e fabbriche devono assumere protocolli utili ad evitare il contagio. Sono incentivate a predisporre misure per reggere questo momento.

Resta garantito lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali come i trasporti, i servizi bancari, postali, assicurativi e di quelle attività accessorie necessarie al funzionamento delle attività.

Ancora attive le filiere agroalimentari. Continueranno nel rispetto della normativa igienico-sanitaria.

Dobbiamo limitare gli spostamenti alle attività lavorative o per motivi di necessità come per la spesa. Importante essere consapevoli che abbiamo cominciato da poco a cambiare le nostre abitudini. L’effetto lo si potrà vedere nelle prossime settimane. Non domani né nei prossimi giorni. Per un riscontro effettivo dovremo attendere un paio di settimane. Se i numeri dovessero continuare a crescere, cosa non improbabile, non significa che dovremo varare nuove misure. Dobbiamo essere lucidi, misurati, rigorosi, responsabili.

A breve nominerò un commissario delegato per una risposta sanitaria al problema. Lavorerà per rafforzare la produzione di materiale per terapie intensive e sub intensive. Sarà Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia e si avvarrà di una struttura già consolidata. Si coordinerà con il dottor Borrelli della Protezione civile.

Se saremo tutti a rispettare le regole usciremo prima da questa emergenza», ha concluso il premier.