venerdì,Ottobre 23 2020

Vertenza Avr, l’associazione “La Cosa Pubblica” vicina ai lavoratori

I dipendenti in sciopero della fame per rivendicare il pagamento delle mensilità arretrate. «Ingiusto e non più tollerabile»

Vertenza Avr, l’associazione “La Cosa Pubblica” vicina ai lavoratori

Nella mattinata di ieri, una delegazione dell’Associazione “La Cosa Pubblica” ha incontrato in Piazza Italia i lavoratori AVR in sciopero della fame per rivendicare il pagamento delle mensilità stipendiali arretrate. Al termine dell’incontro fra i rappresentanti sindacali e quelli della ditta in Prefettura si è avuta notizia del prossimo pagamento di una delle mensilità attese.

«Si tratta di un primo, incoraggiante, segnale, ma non sia sufficiente – si legge in una nota – Riteniamo profondamente ingiusto e non più tollerabile che centinaia di lavoratori si trovino perennemente a vivere nell’incertezza e nell’impossibilità di vedere riconosciuto il diritto costituzionale alla retribuzione equa e sufficiente al sostentamento proprio e delle proprie famiglie».

«Una cosa è la situazione debitoria del Comune nei confronti di AVR, che riguarda complessivamente l’efficienza amministrativa del Municipio di Reggio Calabria, altra e distinta è il continuo sottrarsi della ditta ai suoi obblighi nei confronti dei dipendenti. Ricordiamo anche che in questi anni, la ditta AVR, la cui presenza in città abbiamo fin dall’inizio contestato, oltre alle somme mensilmente previste dal contratto, ha avuto l’appannaggio esclusivo sulla vendita del materiale differenziato raccolto, che ha costituito un’entrata ulteriore per le proprie casse, della quale la cittadinanza non ha mai saputo nulla, salvo l’avere verificato che la differenziata data in mano ai privati non ha prodotto un solo centesimo di sconto sulle proprie salatissime bollette».

«Per questo, riteniamo che l’Amministrazione Comunale, nella sua veste di committente, intervenga con durezza nei confronti dell’Azienda per richiamarla al soddisfacimento completo dei propri obblighi contrattuali, disattesi tanto nei confronti della cittadinanza (servizi insufficienti e svolti con discontinuità -in primis, lo spazzamento strade) e, più ancora, nei confronti dei lavoratori, che non vengono retribuiti da mesi».

«Ogni giorno, la grave situazione reggina ribadisce la necessità di eliminare dal settore dei servizi l’avidità e l’inefficienza delle ditte private, tornando a una gestione pubblica attraverso Aziende Speciali Municipali, tra le quali, certamente, non rientrano le società in house proposte dall’amministrazione. Ogni giorno viene ribadita la necessità di liberare quanti operano nel settore dei servizi pubblici dal bisogno e dalla propria condizione di continua ricattabilità».

«Per questo, riteniamo non più rinviabile una seria discussione sulla concreta trasformazione del sistema di gestione di questi importanti settori, che non può avvenire attraverso il sistema delle società in house, già sperimentato da decenni e peraltro continuamente rimandato, nonostante precise rassicurazioni totalmente disattese per quanto riguarda la raccolta rifiuti. Tuttavia, nelle more della concreta attivazione della gestione pubblica, non può attendere oltre una incalzante attività del Comune volta a richiamare la ditta al rispetto quotidiano dei propri obblighi».