L’allarme della Criminalpol: «’Ndrangheta attiva nel lockdown»

Gli analisti stigmatizzano come “le organizzazioni criminali, e la ‘ndrangheta in particolare, mostrano flessibilità nel diversificare i settori d’interesse per massimizzare i profitti
Gli analisti stigmatizzano come “le organizzazioni criminali, e la ‘ndrangheta in particolare, mostrano flessibilità nel diversificare i settori d’interesse per massimizzare i profitti

di Francesco Bolognese – “Dal Rio bar a Piazza del Popolo”, estorsioni a tappeto! La misura “antirecessione”, peraltro prontamente frustrata dall’immediata ed incisiva azione delle forze dell’ordine abilmente coordinate dall’autorità giudiziaria, non è l’unica concepita dalle ‘ndrine. Sul “campo” ce ne sono tante, tutte finalizzate a soddisfare gli appetiti famelici di centinaia di nullafacenti.

A (ri)lanciare in queste ore l’allarme è la Criminalpol, che in occasione del primo report aveva focalizzato l’attenzione “sui fenomeni criminali nel periodo di lockdown”. L’organismo permanente di monitoraggio ed analisi sui rischi di infiltrazione nel tessuto sociale ed economico, istituito presso la direzione centrale della Polizia Criminale, in questo secondo report va ancora più a fondo, evidenziando “come la porta d’ingresso più pericolosa nell’economia da parte della criminalità organizzata è costituita dai mercati finanziari, con il grave rischio legato all’acquisto di crediti deteriorati delle imprese che gravano sugli asset bancari”.

Servono particolare attenzione ed elevate competenze a tutti i livelli, in quanto “la crisi di liquidità delle imprese e le difficoltà economiche, nell’attuale momento di riapertura, costituiscono delle condizioni che potrebbero favorire attività strutturate delle organizzazioni criminali attraverso l’utilizzo di raffinati e complessi strumenti finanziari che consentono di entrare in possesso di asset imprenditoriali di particolare interesse”.

Nel “mirino” dei gruppi malavitosi settori che spaziano “dal turismo e dalla ristorazione ai servizi, dal settore sanitario a quello dei rifiuti, dai giochi e scommesse alla gestione di impianti sportivi e palestre, alla distribuzione e commercio di generi alimentari, all’autotrasporto, all’industria manifatturiera, a quella dell’energia, immobiliare, al commercio e noleggio di autoveicoli, fino alla grande finanza”. Gli analisti della Criminalpol stigmatizzano come “le organizzazioni criminali, e la ‘ndrangheta in particolare, mostrano flessibilità nel diversificare i settori d’interesse per massimizzare i profitti, come già emerso nella fase di lockdown”. Senza peraltro dimenticare che le porte di accesso delle varie consorterie mafiose rimangono “usura ed estorsioni”.