Porto di Gioia Tauro: boom di traffico container: +39% rispetto ad un anno fa

Il "Sole 24Ore" racconta la rinascita dello scalo gioiese: dall'avvento di Msc, alla movimentazione di auto. In attesa del bacino di carenaggio e dell'avvio del gateway ferroviario
Il "Sole 24Ore" racconta la rinascita dello scalo gioiese: dall'avvento di Msc, alla movimentazione di auto. In attesa del bacino di carenaggio e dell'avvio del gateway ferroviario
L'area portuale di Gioia Tauro

Un traffico di container aumentato del 39% rispetto al primo semestre del 2019; una infrastruttura che si pone ai livelli di Rotterdam, Anversa, Shangai e Tangeri e che punta decisamente ad investimenti che potrebbero aprire scenari ancora più importanti. Così si presenta il Porto di Gioia Tauro nell’articolo pubblicato da “Il Sole 24Ore” che ripercorre la parabola dello scalo gioiese, passato dal picco di volumi e licenziamenti di un anno fa ad una situazione totalmente diversa. Il cambiamento è passato per l’arrivo dell’armatore di Msc, Gianluigi Aponte che, tramite la società Til, ha previsto un piano di investimenti da 130 milioni di euro.

Parla Agostinelli

«L’obiettivo – scrive Il Sole 24Ore – è andare oltre i 3 milioni di Teus, superando Barcellona e Malta. Considerati i dati attuali (oltre 1,5 milioni di Teus per questo primo semestre), il risultato sarà certamente raggiunto». Viene ricordato come la produttività dello scalo si sia mantenuta alta anche durante l’emergenza sanitaria. «È stato installato un sistema di rilevamento e gestione dei dati relativi alla corrente, all’altezza delle onde, alla marea e alle condizioni metereologiche», spiega al “Sole” il commissario Agostinelli. «Oggi tutto è cambiato – rimarca l’ammiraglio – rappresentiamo una portualità nuova, con una straordinaria capacità attrattiva dei traffici via mare provenienti da Suez. Con le più grandi navi nel settore del transhipment abbiamo raggiunto livelli straordinari».

La movimentazione auto

Da rimarcare come nella infrastruttura gioese operi anche Grimaldi, che trasporta le automobili fino al terminal oggi gestito da Automar Gioia Tauro Spa: 320mila metri quadrati per 18mila autoveicoli che vengono distribuiti tramite strada o treno, grazie ad un raccordo ferroviario a tre binari. Nel 2019 sono state stoccate e movimentate oltre 200mila autovetture. E i progetti sono di ampliamento.

Non solo transhipment

Uno degli aspetti che più viene valorizzato nell’articolo del “Sole” è quello che vede Gioia Tauro come scalo interessato ad un settore che possa andare oltre il transhipment: aprire i container nelle aree retroportuali per dare senso alla Zes. A ciò si aggiunge il nuovo bacino di carenaggio che, una volta costruito grazie a 30 milioni di euro di Fondo per la progettazione delle opere prioritarie, consentirà la manutenzione delle grandi portacontainer. Senza dimenticare un gateway ferroviario oggi in mano a Rfi che gestirà anche la tratta ferroviaria fra Rosarno e San Ferdinando.