giovedì,Agosto 11 2022

Reggio Calabria, sindacati ed rsu sul piede di guerra: «Tuteleremo dignità e diritti dei lavoratori della Mediterranea»

La denuncia: «Il Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario dell’Ateneo ha saputo il 31 luglio con mail di essere stato trasferito o riconfermato senza alcun preavviso, senza un bando di mobilità interna»

Reggio Calabria, sindacati ed rsu sul piede di guerra: «Tuteleremo dignità e diritti dei lavoratori della Mediterranea»

Organizzazioni sindacali ed rsu pronte ad intraprendere «ogni azione ed iniziativa necessarie per la tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori della Mediterranea». Lo scrivono in una lunga nota per RSU Giuseppe Toscano, per l’USB Pubblico Impiego Aurelio Monte, per CISL FSUR Consolato Santacaterina e per FGU GILDA Domenico Favasuli Foti.

«Mentre gli Atenei italiani vanno a caccia di matricole con offerte formative solide e attrattive, la Governance della Mediterranea si è dedicata, proprio durante l’emergenza sanitaria mondiale, a riprogettare l’assetto organizzativo degli uffici dell’amm.ne centrale e dei dipartimenti. Sfugge la logica che ha considerato prioritario un siffatto progetto se non il tentativo da parte del Direttore Generale Ottavio Amaro di migliorare la SUA performance, la SUA valutazione (già attenzionata dal Nucleo di Valutazione) e di conseguenza la SUA retribuzione.

Così, in un momento storico di emergenza sanitaria senza precedenti, con una economia mondiale a rischio implosione, con i dipendenti pubblici collocati in smart working, la Governance della Mediterranea considera prioritaria la riorganizzazione delle sue Strutture. A nulla sono valse né le puntuali osservazioni fatte pervenire al Direttore Generale e al Rettore Santo Marcello Zimbone dalla RSU e dalle OO.SS. CISL, FGU Gilda, UIL e USB PI, né quelle della maggioranza dei rappresentanti delle OO.SS. in seno al C.U.G. (COMITATO UNICO DI GARANZIA) della Mediterranea – platealmente ignorato nel precedente D.D. n. 19/2020. Il rettore e il direttore generale, fino all’intervento delle scriventi OO.SS e RSU, hanno impedito all’organismo deputato normativamente alla emissione del relativo propedeutico parere ai sensi dell’art. 4, comma 2 del Regolamento dell’Ateneo.

Addirittura, il Direttore Generale ha costituito una commissione formata, come si usa fare, solo da docenti per sottoporre il personale della categoria EP (Elevate Professionalità), coordinatori di tutte le attività amministrative-gestionali, ad un colloquio farsa finalizzato alla valutazione dei curricula e alla loro assegnazione (già decisa dal rettore) nelle neonate Aree, partorite dopo lunga e faticosa gestazione.
La ciliegina sulla torta è la data riportata sul nuovo provvedimento: 31 luglio! Ultimo giorno di apertura della Mediterranea che, come di consueto, chiude i battenti forzatamente ad agosto per 3 settimane.Hanno sganciato una bomba!

Il Personale Tecnico Amministrativo e Bibliotecario dell’Ateneo apprende con mail di essere stato trasferito o riconfermato senza alcun preavviso, senza un bando di mobilità interna che avrebbe potuto accogliere inclinazioni personali, esperienze professionali, desiderio di cambiamento. Il Personale TA trattato come burattini, come pedine in un gioco a perdere in cui la Governance crede di aver fatto l’ultima mossa, quella vincente. Invece a perdere saranno tutti coloro che per l’Ateneo reggino danno l’anima, coloro che manifestano più o meno palesemente malcontento e preoccupazione.

Quale Governance con un po’ di sale in zucca farebbe sparire l’UFFICIO STAMPA gestito da decenni da un dipendente giornalista? Quale logica è stata applicata per smantellare l’UFFICIO STAMPA e quello di SUPPORTO AL NUCLEO DI VALUTAZIONE/OIV in barba alle disposizioni di legge? La ratio del rettorato “anarchico” senza coordinamento da parte del personale EP? E l’ILLOGICA E INSPIEGABILE collocazione dell’OFFERTA FORMATIVA all’interno del rettorato “sganciata” dall’Area Servizi agli studenti? E secondo quale complesso algoritmo sono stati creati due macro settori delle Segreterie studenti: 1)Economia, Giurisprudenza, Scienze Umane e Ingegneria e 2) Agraria e Architettura?

Come mai non è stata applicata la tanto sbandierata legge sulla trasparenza e anticorruzione realizzando la rotazione degli incarichi al personale di categoria EP, esponendolo così a rischi? Come è possibile che a coordinare l’UFFICIO LEGALE non ci sia un avvocato abilitato all’esercizio della professione (figura presente in ateneo)?
Come si giustifica che a fronte di numerosi colleghi disponibili appartenenti alla categoria D, ci sia un settore coordinato da un dipendente di categoria C? Come può un dipendente appartenente alla categoria D coordinare un collega appartenete alla categoria EP? Una riorganizzazione peggiore non poteva essere realizzata ed è facile capirne il perché.

Già in maniera preliminare non si è proceduto alla redazione del PTFP (Piano Triennale di Fabbisogno di Personale) – atto propedeutico sia alla riorganizzazione, sia alla stabilizzazione del personale precario – previsto dal Testo Unico sul Pubblico impiego (d.lgs. n. 165/2001, come modificato dal d.lgs. n. 75/2017). Quindi non è stata effettuata la mappatura dei processi lavorativi con adeguata analisi per rilevare criticità, punti di debolezza e punti di forza per poi procedere, ove necessario, alla reingegnerizzazione al fine di migliorarne l’efficienza e l’efficacia.

Non è stata effettuata la mappatura delle competenze che è INDISPENSABILE per conoscere il proprio personale allo scopo di allocarlo nel settore/ufficio più adatto, consono, corrispondente. Non è stato coinvolto nel processo di “cambiamento” il personale EP che è stato posto a capo di ogni Area, dunque referente diretto della governance. Non si è tenuto infine conto del clima organizzativo esistente nonostante le indagini sul benessere avviate negli ultimi anni ad UNIRC, abbiano sonoramente bocciato la governance. Per contro in questi anni è stata attuata dalla governance la politica “dell’accerchiamento”. All’interno degli uffici sono stati “piazzati” dei docenti delegati del rettore che non riescono/possono/vogliono svolgere un ruolo politico e di indirizzo, mentre invece sono diventati diligenti nell’espletare attività amministrative/gestionali che a loro NON competono sostituendo, nei fatti, quelle che sono le prerogative del Personale TA.

La politica “dell’accerchiamento” è diventata anche intimidatoria attraverso l’U.P.D. (Ufficio Procedimenti Disciplinari) il cui presidente, guarda caso, è un docente tra l’altro delegato del rettore alla contrattazione decentrata e agli affari legali, nonché soggetto nominato in modo plurimo e costante in diverse commissioni, consigli, ecc. Insomma un tuttofare!

Ci chiediamo se il direttore generale professore architetto che per ben due anni di seguito ha ricevuto osservazioni in sede di validazione della Relazione della performance da parte del NUCLEO DI VALUTAZIONE/OIV, possa mai continuare a dirigere una barca della quale non conosce né il nome, né le caratteristiche e, peggio ancora, non sa né quale sia la rotta né tantomeno dove si trovi il timone. Alla luce di quanto esposto, le scriventi OO.SS e RSU comunicano che intraprenderanno ogni azione ed iniziativa necessarie per la tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori della Mediterranea».

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