mercoledì,Ottobre 21 2020

Reggio Calabria, Battaglia: «Istituti bancari e pubblica amministrazione mettono in crisi le imprese»

Il presidente di Confartigianato: «É arrivato il tempo per il governo nazionale di mettere mano complessivamente al sistema per riformarlo»

Reggio Calabria, Battaglia: «Istituti bancari e pubblica amministrazione mettono in crisi le imprese»

«Il mercato bancario negli ultimi anni si è allontano sempre più dal territorio , con la chiusura fisica degli sportelli . La fuga delle banche dai piccoli centri del meridione e dai quartieri delle città capoluogo, unitamente alle modalità operative del sistema creditizio , certifica formalmente una realtà fattuale già conosciuta». Così in una nota Demetrio Battaglia di Confartigianato.

«Le banche non vogliono servire la piccola impresa , generando effetti drammatici e sottoponendo a stress di liquidità soprattutto gli artigiani. Stress che viene alimentato dai ritardi mostruosi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione che ingessa e inceppa il meccanismo economico.

É il paradosso di un paese la cui economia quotidiana è sostenuta in gran parte da un tessuto di micro aziende che negli anni hanno consentito all’Italia di crescere e svilupparsi. Chiaramente la macro divaricazione, grande impresa e media e piccola impresa  che oggi esiste nel nostro paese , diventa devastante nel meridione e in Calabria in particolare. Anche i dati che ci provengono dal fondo centrale di garanzia per la liquidità covid 19 attivato dal governo, fotografano in maniera netta questa situazione. Circa 20 miliardi erogati per quasi 900 mila domande dalle pmi , oltre 60 miliardi per 190 mila domande  presentate dalle grandi aziende.

In Calabria quasi 460 milioni per 27 mila domande ai  “piccoli “ e 532 milioni per circa 2000 istanze dei  “grandi”. Il lockdwn ha accentuato le difficoltà operative delle  banche che spesso hanno assunto un atteggiamento dilatorio nei confronti degli artigiani Calabresi. Sovente  è nato il problema persino a contattare gli istituti di credito. É arrivato il tempo per il governo nazionale di mettere mano complessivamente al sistema  per riformarlo.

Non si può vivere alla giornata né possiamo immaginare che sarà solo il Recovery  Fund   a risolvere tutti i nostri problemi. Dobbiamo riformare il credito e rivoluzionare la grande piovra della burocrazia. Solo così si potrà eliminare la tenaglia che tiene tutti prigionieri. Intanto rivolgiamo un appello alla Regione, alle Asl, Ai comuni: pagate i debiti che avete contratto e immettete liquidità nel sistema . Non bisogna fare niente di eccezionale rispettate le norme e la buona amministrazione».