sabato,Novembre 28 2020

Aeroporti, Amodeo: «Serve un piano di accelerazione che possa far arrivare la Calabria pronta alla nuova fase di start up»

Il segretario regionale Uilt Trasporti: «Nonostante i preannunci dell’emanazione delle gare per l’affidamento dei lavori, ancora tutto tace»

Aeroporti, Amodeo: «Serve un piano di accelerazione che possa far arrivare la Calabria pronta alla nuova fase di start up»

«La seconda ondata della pandemia, oltre ai rilevanti problemi relativi alla salute pubblica, ha certamente aggravato la situazione riferita a quella dei trasporti ed alla mobilità, seppur fortemente ridotta per effetto dell’ultimo DPCM. Tuttavia, nonostante la situazione che caratterizza il periodo epocale, si inizia ad intravedere la luce in fondo al tunnel, grazie alle notizie derivanti dal possibile arrivo dei rimedi scientifici preannunciati nei giorni scorsi». Così inizia la nota di Luciano Amodeo, segretario regionale T.A – Uilt Calabria.

«In questo scenario, il mondo dei trasporti in Calabria ha mostrato ulteriormente il gap esistente con il resto del Paese, e più in generale, con l’Europa. La razionalizzazione dei servizi, è stata significativa ovunque, ma la Calabria ne è stata maggiormente penalizzata, visto che quando a pieno regime le frequenze offerte non riescono a soddisfare le effettive esigenze dell’utenza, limitandone, al tempo stesso, l’accessibilità delle aree.
Sul fronte del trasporto aereo, la differenziazione delle aree geografiche, sulla base degli indici utilizzati che ne hanno determinato un nuovo lockdown, si è assistito al quasi totale disimpegno da parte delle compagnie, sicuramente sfiduciate dalla riduzione dei flussi di traffico passeggeri a causa del COVID-19.

Dopo il primo lockdown, risalente allo scorso marzo, in occasione del quale erano stati chiusi gli Aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, si è fatta molta fatica a dare un piccolo cenno di positiva ripresa. Fatica dissipata in un attimo per le cause sopra descritte». Visti gli scenari futuri, Luciano Amodeo, segretario regionale del T.A. – UILT, incalza le istituzioni centrali e territoriali, affinché si prepari tempestivamente un piano di accelerazione che possa far arrivare la Calabria pronta alla nuova fase di start up.
Le preoccupazioni della sigla sindacale, derivano dall’aver osservato l’esistenza di una visione ridotta da parte delle istituzioni competenti, che probabilmente dovrebbero giocare d’anticipo in riferimento agli eventi futuri.

«Il momento di transitoria stasi poteva essere sfruttato per dare inizio ai lavori di ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali, per come previsto mediante lo stanziamento delle somme note. Nonostante i preannunci dell’emanazione delle gare per l’affidamento dei lavori , ancora tutto tace. Le somme stanziate, e fino adesso esistenti solo nei preannunci della politica ormai da molti mesi, dovrebbero consentire la messa in opera dei lavori di riqualificazione. Si deve comprendere, in modo definitivo, che nel caso dell’Aeroporto dello Stretto, devono essere abbattute le limitazioni dovute all’infrastruttura stessa. Su quest’ultimo punto non è stata fatta ancora chiarezza. Per tale motivo, si ritiene che le ingenti somme stanziate potrebbero non risolvere il problema, che oggi non consente gli aumenti di volume di traffico aereo sperati, e necessari per servire l’intera area metropolitana».

La sigla sindacale, in una visione più ampia, non può fare altro che osservare con ammirazione i piani d’azione dei competitors diretti ( es. vedi Aeroporto di Catania), che in modo lungimirante stanno lavorando per facilitare l’accessibilità “smart” delle infrastrutture aeroportuali, velocizzandone i collegamenti, ed ampliandone l’offerta dei vettori. Basti pensare alla prossima apertura della stazione ferroviaria di “Catania Fontanarossa”, ed i vantaggi che potranno essere offerti all’utenza. Lungimiranza, che sembra non appartenere alla Calabria. Difatti, la stazione ferroviaria che sarebbe stata molto utile a facilitare il collegamento con il terminal aeroportuale di Reggio Calabria, non è ancora stata sfruttata nel suo massimo potenziale, in quanto non opportunamente collegata con servizi navetta (da/per terminal) o da altre soluzioni possibili, lasciando al perimetro circostante la strada solitaria divenuta cimitero di numerosi rifiuti abbandonati.

La nuovissima stazione ferroviaria di Reggio Calabria Porto, demolita per dar seguito ad un progetto opinabile, che non favorisce la comunicazione tra i vari vettori di trasporto, non applicando quindi i principi che sono alla base dell’intermodalità. Anche il terminale marittimo, che si trova in linea d’aria con l’aeroporto, e che in passato veniva utilizzato per rendere più appetibile ai cittadini dell’area messinese la fruizione degli aerei da Reggio Calabria, oggi non rappresenta altro che il proprio stato di abbandono. Si rischia in tal modo di sperperare oltre 25 mln di euro. Proprio per questo motivo, occorrono delle prese di posizione chiare e competenti. Occorre pensare in modo concreto.

Il mancato ammodernamento dell’infrastruttura segna uno svantaggio di oltre un decennio rispetto agli aeroporti più all’avanguardia. Quindi, oltre all’atteso ammodernamento, è imprescindibile l’attuazione di un piano di abbattimento delle barriere esistenti. «Su questo fronte, scenda in campo la politica, onde evitare l’ennesimo scivolone di una Regione già fortemente penalizzata, ed ulteriormente mortificata dalle vicissitudini legate alla sanità pubblica, che probabilmente hanno comportato il lockdown inflitto al territorio con conseguenze economiche devastanti».


Sul fronte occupazionale, in tema di trasporto aereo, la UILT Calabria ha provveduto nel mese di aprile alla sottoscrizione dell’accordo relativo all’attivazione della CIGS, che ha successivamente permesso di poter accedere anche al relativo fondo di categoria. «Una misura tampone ed indispensabile alla salvaguardia dei livelli occupazionali, che ha garantito, con grande presa di responsabilità della sigla stessa, la continuità salariale a tutti i lavoratori della S.A.CAL. nonostante la paralisi delle attività». In tal modo, sono state gettate le basi per la continuità, che dovrà sapersi aprire al futuro. Un futuro, che però è appeso alle strategie di impresa ed alle scelte politiche, che dovranno andare nella direzione indispensabile per ridare una reale efficienza agli aeroporti calabresi.