lunedì,Dicembre 6 2021

Report Confindustria, Fragomeni: «Dati drammatici»

Il candidato a sindaco di Siderno: «Se crolla il sud crolla tutto il paese. Non più ammissibile un'Italia a due velocità»

Report Confindustria, Fragomeni: «Dati drammatici»

«Il PIL che precipita del 9%, e una previsione di ripresa nel 2021-2022 del +1,2% e +1,4%, molto al di sotto delle regioni del centro-Nord; una contrazione dell’export del -15,6%; 135mila posti di lavoro in meno.
Questa la fotografia del Mezzogiorno e della sua economia, inserita nel Report di Confindustria e Srm, che evidenzia la gravità degli effetti recessivi della pandemia su un territorio già storicamente debole, da tutti i punti di vista. Sottolineando quanto sia importante, praticamente vitale per il futuro del Sud, agganciare l’occasione delle risorse previste dal piano Nex Generation Eu, che dall’Europa arriveranno all’Italia, e della scelta dei progetti prioritari da realizzare». Così Mariateresa Fragomeni, candidata sindaco a Siderno, sul Report di Confindustria e la distribuzione dei fondi al Sud.

«Un’occasione unica, che il Sud non può perdere e la possibilità concreta di colmare il gap che esiste da sempre con il resto del Paese, intervenendo non soltanto sull’emergenza sanitaria, ma anche su infrastrutture, tecnologia, istruzione, sostegno alle imprese. Per raggiungere finalmente una nuova politica di sviluppo del Mezzogiorno che faccia da volano anche per il futuro dell’intero Paese».

«Per questo confidiamo che si raggiunga al più presto l’accordo su un’equa distribuzione delle risorse del piano Nex Generation Eu, riguardo alle quali è già in moto e da tempo, un acceso e duro confronto. E che siano soltanto “voci di corridoio” quelle che riguardano l’eventuale sottrazione di parte dei fondi, diversamente distribuiti, che la cosiddetta “decontribuzione Sud”, introdotta in via sperimentale da ottobre a dicembre dal decreto Agosto e fino al 2029, destina invece al sostegno delle imprese e dell’occupazione nel Mezzogiorno».

«Sarebbe un grave danno non solo per il Sud, ma per l’Italia tutta, poiché la questione meridionale rappresenta una priorità per l’intero Paese.
Di questo finalmente se ne è accorta l’Europa. Il nostro Governo pertanto non può dimenticare che non è più ammissibile un’Italia a due velocità perché, se crolla il Sud, questa volta, crolla anche il Paese».

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