domenica,Settembre 26 2021

Gioia Tauro, la Flai Cgil vicina ai migranti stagionali

Consegnati dal sindacato pane, latte e guanti da lavoro. Borgese: «Chi finge di non vedere è complice di un sistema sbagliato»

Gioia Tauro, la Flai Cgil vicina ai migranti stagionali

La Flai Cgil di Gioia Tauro anche quest’anno per le feste natalizie ha voluto essere vicino ai migranti stagionali, ai diseredati, ai dannati della terra, vicino a coloro che, da queste parti si trovino ad essere purtroppo, tra lo sfruttamento di caporali spregiudicati e l’ abominevole odio umano. Dal ghetto di contrada Russo a Taurianova alla tendopoli fatisciente e priva ormai di controlli di San Ferdinando, al campo di testa dell’acqua, agli insediamenti di Drosi Rizziconi, l’unità mobile pattuglia costantemente tutto il territorio.

«Batte le strade al fine di portare sollievo e umanità andando oltre quindi quello che realmente è la funzione del sindacato – si legge in una nota – Trattasi di uomini e donne che vivono ogni giorno condizioni di estremo bisogno, tra una residenza non concessa e un permesso di soggiorno negato. A parlarne di tutto ciò, Doumbia Mohamed e Jacob Atta i due ragazzi africani che, approdando nel sindacato sono riusciti ad riconquistare la loro vita e a cercare di migliorare o almeno di rendere meno amara quella degli altri».

«I migranti da queste parti hanno seriamente bisogno di noi, hanno bisogno delle nostre informazioni, del nostro conforto e della nostra solidarietà. Dicono i due: “Non sarebbe pensabile una piana con i braccianti soli, contro tutti, senza la Flai vicino”. Solo oggi consegnati 1100 litri di latte, 2500 kg di pane , 800 dpi e 800 pezzi di guanti da lavoro.

Da ultimo il segretario generale della Flai territoriale Rocco Borgese, ha aggiunto: «questa di oggi è solo la prima tappa delle tre che ci siamo prefissi in questi 15 giorni poiché le vicende pandemiche e l’ultimo tragico episodio che ha colpito la comunità africana ma un po tutti con la perdita del giovane Gasama Gora non ci fa rimanere certo inerti. Serve maggiore responsabilità di tutti e chi è deputato a controllare lo deve fare senza se e senza ma poiché conclude chi finge di non vedere o vede e rimane solo a guardare è totalmente complice di un sistema sbagliato».

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