giovedì,Aprile 15 2021

Alta velocità Salerno-Reggio, i sindacati: «Sia questa davvero la volta buona»

Pititto, Perrone e Azzarà: «Un’opera di tale portata, per il territorio metropolitano risulta indispensabile e improcrastinabile»

Alta velocità Salerno-Reggio, i sindacati: «Sia questa davvero la volta buona»

«E’ arrivato in questi giorni in commissione Trasporti della Camera, lo studio di fattibilità sull’Alta Velocita ferroviaria Salerno-Reggio Calabria. Dopo annunci e passerelle politiche che hanno occupato il dibattito nazionale e locale in modo sterile ed inadeguato, oggi, con lo studio di fattibilità si può parlare di prospettiva concreta. Solo con questa grande opera, agognata dall’intera regione calabrese, si può sperare nella grande svolta delle infrastrutture per il Mezzogiorno, il cui gap con il resto del Paese, ha condizionato irrimediabilmente sviluppo e crescita economica». Così in una nota i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Gregorio Pititto, Rosy Perrone e Nuccio Azzarà.

«Il progetto dell’AV Salerno – Reggio Calabria, composto da 6 lotti – due dei quali finanziati dal recovery – ha come scadenza naturale l’anno 2030. Nel giro di un decennio Reggio Calabria e l’area metropolitana potranno godere di un’arteria logistica in grado di far decollare definitivamente l’economia e l’indotto collegati al Porto di Gioia tauro».

«L’esame dello studio di fattibilità è un presupposto fondamentale per l’opera che nel contesto più ampio di analisi delle reti di comunicazione, per Reggio Calabria, potrebbe essere il volano di sviluppo per altre infrastrutture strategiche come l’aeroporto. Infatti, il quinto e il sesto lotto, Lamezia – Gioia Tauro e Gioia Tauro – Reggio Calabria, potrebbero rappresentare l’alternativa di spostamento per arrivare in riva allo Stretto con tempistiche corrispondenti a chi vorrebbe fruire dello scalo aeroportuale ‘Tito Minniti’».

«Aspettiamo fiduciosi che l’iter parlamentare faccia velocemente il suo corso, perché un’opera di tale portata, per il territorio metropolitano risulta indispensabile e improcrastinabile» concludono i sindacati.

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