martedì,Maggio 11 2021

“Non c’è festa senza lavoro”, domani sit-in dei Giovani sulla strada

«Il sit-in che faremo alle 18, di domani a Piazza Italia però, non si limiterà a denunciare la scarsa attenzione della politica verso i giovani, ma estenderemo la nostra protesta alla grave situazione degli assistenti educativi di Reggio Calabria»

“Non c’è festa senza lavoro”, domani sit-in dei Giovani sulla strada

«Domani primo maggio, festa nazionale del lavoro, scenderemo in piazza per affermare una netta contestazione nei confronti del recente decreto del Ministro della Pubblica amministrazione di Forza Italia, Renato Brunetta». Ad affermarlo i “Giovani sulla strada”. «Riteniamo che il suddetto decreto – spiegano – non rispecchi le esigenze di un Paese con una disoccupazione giovanile alle stelle, escludendo di fatto la maggior parte (se non tutti) i neodiplomati e i neolaureati. Entrando nel merito, il criterio fondamentale per accedere ai bandi per circa 150 mila assunzioni in tutta Italia è l’esperienza formativa, che chiaramente un under 30 difficilmente potrà avere. Basti pensare che una laurea con 110 e lode, varrà come punteggio solo 0,1 punti.

Ancora una volta ci troviamo davanti alla poca lungimiranza dei nostri amministratori che invece di pensare al futuro, alle nuove generazioni e alle emigrazioni alle quali sempre più giovani sono costretti per necessità, preferiscono proclami elettorali che si traducono in temporanee pezze che non mettono assolutamente mano al grave problema dell’occupazione in questo paese». I Giovani sulla strada, ritengono che «ancora più svantaggiato è come sempre il Sud Italia e in particolare Reggio Calabria, che conta una disoccupazione giovanile attestata a circa il 60%.

Il sit-in che faremo alle 18, di domani a Piazza Italia però, non si limiterà a denunciare la scarsa attenzione della politica verso i giovani, ma estenderemo la nostra protesta alla grave situazione degli assistenti educativi di Reggio Calabria, per cui il nostro leader Saverio Pazzano assieme a Rosy Chirico (assistente educativa) si stanno battendo da tempo, trovando però dall’altro lato un’amministrazione sorda. Stiamo parlando delle vite di circa 160 famiglie che non ricevono uno stipendio da ormai 6 mesi e tutto questo è inaccettabile. Noi come sempre ci saremo, a fianco della nostra generazione ma non solo: la nostra battaglia sull’occupazione deve riguardare indistintamente tutte e tutti i lavoratori, i disoccupati, i riders e tutte le altre categorie perché, come affermava Berlinguer, “ci si salva e si va avanti se si agisce insieme».

top