venerdì,Maggio 14 2021

ReggioLiberaReggio: «’Ndrangheta meno pervasiva, ma manca il supporto delle istituzioni»

Indagine esplorative delle imprese che aderiscono alla rete di associazioni. Sul condizionamento mafioso c'è un quadro con sfumature in chiaro scuro

ReggioLiberaReggio: «’Ndrangheta meno pervasiva, ma manca il supporto delle istituzioni»

Quali sono i punti di forza e di debolezza delle imprese aderenti a Reggio Libera Reggio?  A fornire le risposte la prima indagine esplorativa presentata dalla rete di associazioni che vi aderiscono. L’indagine ha tracciato un identikit di come le imprese valutano il territorio reggino, l’apporto delle istituzioni, i servizi, le infrastrutture. E in particolare, quale è la loro percezione della presenza e dell’influenza del fenomeno mafioso.

Venerdì pomeriggio la conferenza di presentazione a Ecolandia di Arghillà, “Fare impresa” a Reggio Calabria tra condizionamenti mafiosi, vincoli infrastrutturali e carenza di servizi”. Una prima relazione, alla quale farà seguito una seconda invece con le istituzioni che, secondo l’indagine, si sono rivelate una delle note dolenti, dalle quali le imprese non ricevono aiuto o input. Al tavolo, nel rispetto delle norme anticovid, Dario Musolino (Università Bocconi e Università della Valle d’Aosta), Lele Bellomi (ReggioLiberaReggio), Ennio Stamile e Lucia Lipari (Libera Calabria), gli imprenditori della rete di Libera.

Dario Musolino

Come chiarisce Musolino «sono state esaminate una trentina di imprese, siamo andati molto in profondità con un questionario con domande chiuse e aperte per investigare sia il profilo delle imprese e le  loro caratteristiche e la loro percezione del territorio, del contesto e ovviamente anche della influenza della criminalità organizzata».

Dato positivo è che le imprese sono in buono stato di salute. «Un dato interessante – prosegue – anche con un certo dinamismo. Invece, per quanto riguarda le criticità, esse riflettono il sistema produttivo calabrese ossia la scarsa internazionalizzazione, propensione all’export ed all’internazionalizzazione dell’attività».

Molto negativa la valutazione del contesto «Un giudizio molto negativo sul supporto delle istituzioni, sui servizi pubblici, sulle infrastrutture» per un quadro d’insieme che ne viene fori che racconta di «imprese che riescono comunque a stare in piedi con dei buoni risultati ma sono molto isolate, un isolamento non solo insfrastrutturale, essendo in Calabria, in aree periferiche, ma anche istituzionale, con una difficoltà ad interagire con le istituzioni, col territorio e tra loro stesse: all’interno della filiera c’è poca cooperazione».

Rispetto al fenomeno mafioso «le imprese hanno contezza della criticità e della drammaticità del fenomeno anche se l’impressione che viene fuori dalla loro  valutazione è che la situazione, negli ultimi anni, è un po’ cambiata, è un po’ migliorata perchè il fenomeno, secondo le testimonianze sarebbe meno pervasivo, meno totalizzante rispetto all’influenza sull’economia e più selettivo su determinati settori aziendali (alterazione della concorrenza e della competizione  di mercato). Rispetto alla valutazione dei condizionamento mafioso c’è un quadro con sfumature in chiaro e scuro, la pressione non appare così totalizzante come accadeva venti o trent’anni fa  nel reggino».

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