martedì,Settembre 28 2021

Scilla, Ponte sullo Stretto, infrastrutture e reti di comunicazione al centro di Sud e Futuri

Prosegue la terza edizione del meeting internazionale intitolato (R)innoviamo il Mezzogiorno, promosso dalla fondazione Magna Grecia, in svolgimento a nel suggestivo borgo fino a sabato 11 settembre

Scilla, Ponte sullo Stretto, infrastrutture e reti di comunicazione al centro di Sud e Futuri

Tanti significativi interventi in tema di sanità, sicurezza del territorio, imprese, economia, sviluppo, infrastrutture, ponte sullo Stretto e digilitalizzazione dei territori, al centro delle sessioni pomeridiane della prima giornata di lavori di Sud e Futuri (R)innoviamo il Mezzogiorno,il meeting internazionale promosso dalla fondazione Magna Grecia. Proseguono al castello Ruffo di Scilla i workshop di approfondimento.

Gli interventi

Moderate dai giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo, le sessioni “Corridoio Scandinavo Mediterraneo passa dal Ponte” e “Infrastrutture e reti di comunicazione: il futuro è tecnologico” sono state scandite dagli interventi di Marina Tornatora docente dipartimento dArte UniRC, Dario Lo Bosco presidente Trainose gruppo FS, Francesco Caporaso, responsabile struttura territoriale Anas della Calabria, Saverio Romano, vicepresidente Fmg e già ministro della Repubblica, Giuseppe Smorto giornalista, già direttore di Repubblica.it, Santo Marcello Zimbone rettore università Mediterranea RC, Roberto Napoletano direttore il Quotidiano del Sud, Luigi De Vecchis, presidente Huawei Italia e Giovanni Ferigo, amministratore delegato Inwit.

Il Ponte sullo Stretto

«Il Ponte sullo Stretto deve uscire dalla diatriba del sì e del no per essere collocato in una visione strategica d’insieme, a servizio dell’alta velocità e dell’alta capacità, nel contesto dei corridoi europei TEN-T – Trans European Network-Transport – e delle Zes. Nell’ottica di una infrastruttura fondamentale per aumentare la qualità del collegamento tra le sponde siciliana e calabrese, il Ponte potrebbe rappresentare una grande opportunità per rilanciare l’Italia nel Mediterraneo attraverso le regioni del Sud. L’Università intende approfondire la questione nel suo complesso anche alla luce della recente rivisitazione del progetto originario a campata unica, riproposto a tre campate, leggermente più grande, spostato dal punto di minore distanza tra Calabria e Sicilia, con minori criticità ambientali, un risparmio economico significativo e  ricadute positive sui collegamenti», ha spiegato Marina Tornatora, docente dipartimento dArTe UniRC.

«Mi soffermerei sul concetto di impatto ambientale per sottolinearne il potenziale anche positivo. Il ponte è un’opera di ingegno imponente che valorizzerebbe l’ambiente perchè ottimizzerebbe la viabilità e i collegamenti, migliorando la qualità degli spostamenti e producendo un bilancio positivo notevole. Se il ponte fosse in grado di accelerare i processi di sviluppo, allora l’impatto ambientale diventerebbe una leva positiva capace di attrarre investimenti e innescare percorsi virtuosi, e quindi di garantire futuro», ha evidenziato Dario Lo Bosco, presidente Trainose, società che gestisce i servizi ferroviari in tutta la rete ferroviaria greca e che dal 2017 è entrata nel gruppo FS.

«Necessario sciogliere il nodo del Ponte, infrastruttura che riguarda l’Europa, l’Italia e il Mezzogiorno. C’era un progetto giunto alla fase esecutiva, mai realizzato e con investitori interessati. L’opera è sicuramente strategica e va costruita ma sciogliendo i nodi che la riguardano. Tema centrale è anche quello del Recovery plan e della capacità di spesa ad esso connessa. Faccio appello, in questo senso, ai Comuni affinché si dotino di strutture di progettazione in grado di potere garantire agli Enti locali programmazione e spesa e, quindi, le condizioni per cogliere la grande occasione, senza precedenti, che il Recovery plan rappresenta. Siamo il grande malato d’Europa; da qui la mole di risorse economiche destinate al Sud, a condizione che siano portate a termine le riforme. È tempo che prevalga l’orgoglio in questo Mezzogiorno e forte e manifesta sia la sua volontà di partecipare al rilancio del Paese», ha sottolineato, in collegamento, Roberto Napoletano, direttore del Quotidiano del Sud.

Sul Ponte rilancia anche Saverio Romano, vicepresidente fondazione Magna Grecia. «Chiediamo ai siciliani e ai calabresi se vogliano davvero il ponte. Purtroppo l’appello ai Comuni di Roberto Napoletano cadrà nel vuoto perchè l’ossatura delle amministrazioni è sparita e le nostre strutture burocratiche non sono in grado di progettare e conseguentemente spendere. Noi non spendiamo per incapacità strutturale, deficit che ostacola di fatto anche la realizzazione di questa grande infrastruttura».

Una mega opera che non può prescindere da un sistema di collegamenti efficiente.

L’A2, autostrada del Mediterraneo

«Un’infrastruttura moderna capace di monitorare in tempo reale i flussi di traffico, che tra il 2019 e il 2021, ha registrato una crescita della domanda di mobilità del 20%. Anas è molto impegnata sul fronte della manutenzione, elemento chiave per le condizioni di efficienza nel tempo, che da straordinaria deve divenire programmata. Stessa attenzione è rivolta anche alla strada intelligente che comunica con gli automobilisti, fornendo in tempo reale informazioni su traffico, incidenti lungo il percorso o condizioni meteorologiche. Progetto in attuazione anche lungo l’A2 che unisce Salerno a Reggio Calabria», ha spiegato Francesco Caporaso, responsabile struttura territoriale Anas della Calabria.

La sfida della digitalizzazione

Le infrastutture sono anche quelle che consentono di digitalizzare i territori e di offrire servizi.

«Il 5g è, in realtà, una tecnologia molto protetta che in sicurezza acquisisce informazioni che si traducono in servizi utili per istituzioni e comunità. Restando sull’attualità, un esempio su tutti sarebbe quello della prevenzione degli incendi. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali non può prescindere, tuttavia, dall’incontro tra innovazione, ricerca e industria con le opportune connessioni con le università che solo un consistente impegno delle istituzioni può assicurare. Servono programmazioni lungimiranti anche nel settore estremamente strategico e attuale delle smart city, sistemi che dotano le città di un cervello che aiuta il sindaco a prendere  decisioni e la cittadinanza ad avere maggiori servizi. La nostra positiva esperienza a Cagliari, costituisce un modello esportabile e praticabile in ogni città» ha spiegato Luigi De Vecchis, presidente Huawei Italia.

Rilancia la sfida della smart City anche Giuseppe Smorto giornalista, già direttore di Repubblica.it. «Pensiamo ai servizi in tema di sanità, di prevenzione degli incendi, di gestione dei rifiuti che potrebbero derivare da una infrastrutturazione digitale per le città del Sud. Pensiamo altresì agli stimoli per le imprese con possibilità di investire. L’infrastrutturazione digitale ha il vantaggio di essere più forte della geografia e delle conformazioni dei territori e la possibilità di contribuire allo sviluppo dei territori medesimi».

Un’opportunità anche per i borghi

La sfida della digitalizzazione è occasione strategica anche per i borghi.

«I borghi, in particolare, sono oggetto di nostri studi proprio perchè la loro valorizzazione non può prescindere da un’infrastrutturazione tecnologica che garantisca la copertura di rete e con ricadute anche in tema di servizi. L’implementazione del sistema digitale favorirebbe lo sviluppo del Sud, dove si stima nei prossimi anni una crescita del 24% del Pil. In quest’ottica deve far riflettere il dato secondo il quale c’è un certo fermento giovanile nel campo delle discipline tecnologiche anche al Sud dove però, contrariamente al Nord, non c’è poi adeguato riscontro sui territori in termini di slancio verso la digitalizzazione. Le percentuali superano il 70% in Lombardia e non raggiungono neppure il 20% in Calabria», ha sottolineato Giovanni Ferigo, amministratore delegato Inwit.

Il campus dell’Innovazione a Saline Joniche

Fermento e criticità confermati dal rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Santo Marcello Zimbone che annuncia un progetto. «Nel Pnrr c’è una spinta verso la collaborazione con il mondo delle imprese. In questo solco  nascerà a Saline Joniche, con un investimento di 100 milioni di euro e in collaborazioni con multinazionali come Huawei e Tim, il campus d’Innovazione più grande del Mezzogiorno, da Napoli in giù. Sarà un luogo con quei servizi integrati che, superando limiti atavici del nostro territorio, potrebbero attrarre quegli investimenti finora scoraggiati. L’Università è anche impegnata nella creazione di una rete con i Comuni che pure necessitano di supporto per la capacità di progettazione», ha sottolinaeto Santo Marcello Zimbone, rettore università Mediterranea Reggio Calabria.

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