venerdì,Ottobre 22 2021

Pnrr, il segretario generale Fast Confsal scrive ad Occhiuto: «Impegno serio nella programmazione»

Per Rogolino non bisogna fare come in passato, «troppi sono stati i soldi persi per mancanza di progetti seri e attuabili. La Regione deve organizzarsi con tecnici di livello ed economisti in grado di individuare le priorità d’intervento»

Pnrr, il segretario generale Fast Confsal scrive ad Occhiuto: «Impegno serio nella programmazione»

Il Pnrr al centro della lettera che il segretario generale Fast Confsal Vincenzo Rogolino ha scritto al neo presidente della Giunta regionale e ai neo eletti consiglieri regionali. «Finalmente la nostra regione può ripartire con un programma serio e capace di imprimere la svolta da tempo attesa – si legge nella missiva -. Chiusi i seggi ed eletta la rappresentanza, è doveroso esprimere a tutti gli eletti gli auguri di buon lavoro, ma è altrettanto doveroso, da parte degli eletti mettere da parte le beghe di partito e incominciare a lavorare per il rilancio della nostra Calabria.

Un lavoro che non deve coinvolgere solo la maggioranza che ne è uscita vittoriosa ma tutta l’assise consiliare, opposizione compresa. Non c’è più tempo per tatticismi e giochi di cordata. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è ormai cosa fatta, non può trasformarsi nell’ennesima beffa per il Sud, per i meridionali e per la nostra regione. È necessario che tutti facciano la propria parte. Dalle componenti sociali, agli imprenditori e fino all’intera classe politica. Non ci sono più attenuanti per nessuno. I soldi ci saranno e dovremo avere la capacità di investirli al meglio».

Detto questo Rogolino afferma che «per raggiungere gli obiettivi non servono i proclami e gli annunci ma serve un impegno serio nella programmazione e nella realizzazione di progetti utili allo sviluppo del territorio. Seppur al Mezzogiorno arriveranno risorse limitate rispetto al resto del paese (degli oltre 200 mld del recovery plan solo 700 milioni andrebbero investiti per le infrastrutture al sud) oltre alle risorse attinte dai 3,5 mld stanziati da RFI, riteniamo doveroso richiamare l’attenzione affinchè non avvenga quanto già accaduto nel passato remoto ma anche in quello recente.

Troppi sono stati i soldi persi per mancanza di progetti seri e attuabili, troppi sono stati i progetti non sviluppati o sbagliati e bocciati nelle procedure. La Regione Calabria deve munirsi e organizzarsi in modo serio con tecnici di livello ed economisti in grado di individuare le priorità d’intervento capaci di rilanciare lo sviluppo nella nostra terra. Dalla riforma digitale al sistema delle reti ferroviarie, agli aeroporti, ai porti, alla rete stradale e via via fino al cosiddetto Sistema di A.V. ferroviaria (quello vero no quello propinato) tutti questi interventi richiedono competenza e capacità di spesa.

Abbiamo letto dichiarazioni superficiali e senza base tecnica, rese da politici di ogni ordine, colore e grado, sulla base di evidenti interessi di campanile e di elettorato piuttosto che sulla base d’interessi reali dell’intera collettività. Gli anni ‘70 ancora pesano come macigni sulla nostra regione. Miliardi di lire andate in fumo, buttati alle ortiche con progetti superficiali e sbagliati, alcuni realizzati ma mai entrati in produzione e quelli invece attuati, dismessi dopo un breve lasso di tempo per l’impossibilità di reggere il confronto col mercato.

Pensiamo al V° Centro Siderugico di Gioia Tauro, alla Liquilchimica e alle O.G.R. delle FS a Saline Joniche, alla dismissione della Pertusola di Crotone solo per citarne alcune. Un sogno di industrializzazione fallito, non sappiamo se è stata una salvezza per l’ambiente ma certamente una enorme tragedia per l’occupazione. Oggi abbiamo la possibilità, ed è l’ultima – conclude – di fare rialzare la testa alla nostra Calabria; chi sbaglierà passerà alla storia come nuovo aguzzino della gente calabra. Il nostro sindacato è pronto a fare la propria parte fino in fondo, sostenendo ma anche contestando se necessario, affinchè non si vanifichi l’ultima opportunità per fare uscire la Calabria dall’isolamento».

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