giovedì,Gennaio 27 2022

Aeroporto Reggio, Ita arriva in uno scalo ancora sospeso e mantiene i pochi voli già esistenti

Anche da e per la città dello Stretto vola la nuova compagnia di bandiera. Intanto ancora nessun cantiere per i lavori di ammodernamento e nessuna nuova sull’abbattimento delle limitazioni

Aeroporto Reggio, Ita arriva in uno scalo ancora sospeso e mantiene i pochi voli già esistenti

Tagliate in modo significativo le risorse per i servizi necessari come l’handling, con riflessi pregnanti sui livelli occupazionali dei dipendenti ex Alitali in cassa integrazione a zero ore solo a Reggio e non anche a Roma Fiumicino e a Milano Linate, e mantenuti i soli quattro voli già in attività con Alitalia, che neppure consentono di partire e rientrare in giornata. Così la nuova compagnia di bandiera Ita AirWays opera anche al Tito Minniti di Reggio Calabria.

Sempre solo quattro voli

Permangono anche con Ita i soli due voli per Milano Linate e Roma Fiumicino che consentono di partire (rispettivamente alle 15:10 e alle 19:15) o di arrivare (rispettivamente alle 14:25 e 18:30) ogni giorno, ma non di andare e tornare nelle medesime 24 ore.

C’è da dire che la nuova compagnia di bandiera arriva in un aeroporto che è e resta uno scalo sospeso, dal grande potenziale, al centro di progetti milionari di ammodernamento già finanziati, ma di cui al momento nessun cantiere è stato ancora allestito, e di significativi impegni assunti, pure dinnanzi alla stampa oltre due mesi fa, e anche rispetto ai quali, però, ancora tutto tace.

Un aeroporto in attesa…

Di fatto gravano sull’operatività dello scalo ancora le limitazioni per l’equipaggio, per via del tratto curvilineo che ogni pilota si trova di fronte al momento di ultimare la manovra di avvicinamento alla pista 15/33, attualmente l’unica ad essere utilizzata delle due esistenti nello scalo reggino. Un tratto curvilineo che impone un avvicinamento a vista (quindi necessariamente manuale e non automatico), in fase di atterraggio. Particolare attesa c’è per gli esiti dell’interlocuzione tra società di gestione aeroportuale calabrese Sacal ed Enac proprio per l’abbattimento di questa restrizione. Sacal ha da tempo assicurato di avere già presentato all’Ente nazionale Aviazione Civile, lo studio tecnico commissionato a un team olandese specializzato per verificare la fattibilità di un addolcimento della pendenza, ossia del sentiero di discesa, proprio per smorzare quel tratto curvilineo finale. Sono stati annunciati importanti cambiamenti su questo fronte. Al momento, però, anche su questa questione ancora nessuna nuova.

Aerostazione da ammodernare o da rifare?

Intanto, sul fronte infrastrutturale, nelle scorse settimane la Città Metropolitana ed il Comune di Reggio Calabria hanno bussato alla porta del Ministero presentando alcune idee di progettazione per Grandi opere strategiche, per un valore di oltre tre milioni di euro ripartiti in tre anni (2021-2023). Tra queste anche una nuova aerostazione al centro di un piano di potenziamento del sistema intermodale dell’area metropolitana.

È bene ricordare che tra i progetti in capo a Sacal, finanziati con l’emendamento Cannizzaro, vi sono progetti di ammodernamento dell’attuale aerostazione (adeguamento antisismico aerostazione passeggeri e ristrutturazione impianto antincendio con importo finanziato con fondi FSC 4.500.000 €; riqualifica impianti e finiture aerostazione, con importo finanziato con fondi FSC 1.875.000 € + Importo cofinanziato 625.000 € = 2.500.000 €). Da palazzo Alvaro, viste anche le posizioni critiche assunte rispetto al piano industriale di Sacal nei mesi scorsi, rassicurano che tale iniziativa non alimenta conflitti né si pone in antitesi con altri progetti, di fatto ancora non avviati.

Piuttosto, tale progetto di nuova aerostazione, sulla scorta di interlocuzioni in corso direttamente con Enac e che gli enti territoriali avevano annunciato di intraprendere nei mesi scorsi, si pone in un’ottica costruttiva e migliorativa della complessiva strategia di rilancio dell’aeroporto. Se dunque l’aerostazione dovrà essere ammodernata o costruita ex novo è nodo che dovrà essere sciolto. Si spera in tempi brevi. Nei mesi scorsi un gruppo di imprenditori reggini ha già incontrato a Roma il viceministro ai Trasporti Alessandro Morelli per illustrare idee progettuali nella direzione di una nuova aerostazione, destando interesse nel rappresentante di Governo. Da seguire gli sviluppi di questa vicenda come anche di quella dell’ingresso di Metrocity in Sacal, oggetto di una richiesta di sottoscrizione di quote formalizzata dallo stesso Ente oltre due mesi fa e che alcuna risposta ha sortito.

Il servizio di handling e i riflessi sul personale

Con l’arrivo di Ita la situazione è molto cambiata per il personale ormai ex Alitalia. Dei servizi di assistenza a terra mezzi e passeggeri (handling), che fino allo scorso 14 ottobre nello scalo reggino, come anche in quello di Fiumicino e Linate, erano di prerogativa dei dipendenti ormai ex Alitalia, a Reggio adesso si occupa Aviapartner.

La società, già presente all’interno dell’aeroporto dello Stretto con poche unità di personale di recente dedite all’aviazione generale (voli privati, sanitari, etc.) e non a quella di linea, è affiancata da due (soltanto) dei capiscalo ex Alitalia.
Con una trattativa finalizzata solo qualche settimana prima del suo arrivo, Ita Airways, che almeno per il momento si serve di personale esterno per l’handling (a Roma e Milano Alitalia è rimasta come prestatrice di servizi), a Reggio ha proposto ad Aviapartner di erogare l’assistenza a terra, assorbendo solo due dei 37 dipendenti ex Alitalia.

Gli altri 35, infatti, dallo scorso venerdì sono in Cassa Integrazione a zero ore e rientrano tra gli oltre settemila dipendenti rimasti a casa, degli oltre diecimila ex Alitalia, a seguito della transizione Alitalia-Ita. Un epilogo infelice che non ha riguardato i colleghi di Fiumicino e Linate, dove il personale addetto all’handling continua a lavorare come prestatore di servizi per Ita come per le altre compagnie aeree che abbiano traffico negli scali, e che anche a Reggio sembrava essere stato evitato all’ultimo minuto. Invece in poche ore la situazione è precipitata e l’accordo siglato a Roma tra il deputato Francesco Cannizzaro, Enac e Ita, con l’appoggio del Governo, in merito ad una deroga e a una proroga per salvaguardare i livelli occupazionali nelle more di un nuovo gestore del servizio handling nel quale lasciar poi transitare i lavoratori ex Alitalia, di fatto è saltato.

Né margini di trattative con Sacal si intravedono, visto che la società di gestione aeroportuale calabrese non eroga questo servizio a terra nell’aeroporto dello Stretto. Oggi, dunque, il personale dello scalo reggino è l’unico ad avere pagato questo prezzo in termini di occupazione nel ramo aziendale Alitalia dell’handling.

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