domenica,Maggio 22 2022

Sacal, ancora crisi. Chiesto un altro anno di cassa integrazione per il personale di tutti e tre gli scali

Verso ulteriori dodici mesi di ammortizzatori sociali. La Filt Cgil pone nodo dei lavoratori Prm e intanto torna a riunirsi la task-force Aeroporto del Comune di Reggio

Sacal, ancora crisi. Chiesto un altro anno di cassa integrazione per il personale di tutti e tre gli scali

Una diminuzione del traffico passeggeri di circa il 43% a Lamezia e a Crotone, scalo che già partiva da una utilizzazione davvero scarna, e di circa il 60% su Reggio Calabria, con una previsione di ulteriore riduzione nel 2022, che nel 2019 si stimava intorno a – 20% e che con ogni probabilità si rivelerà ancora maggiore. Una contrazione che si riverbera sul fatturato, notevolmente ridottosi rispetto al 2019, anno in cui è iniziata la pandemia da Covid-19, e che anche tra il 2020 e il 2021 ha prodotto perdite di svariati milioni di euro.

I numeri della crisi secondo Sacal

Questo il quadro in premessa dell’accordo siglato in sede di consultazione sindacale tra Sacal Spa, Confindustria e sigle sindacali Cgil, Uil, Cisl e Ugl con il quale si va verso il secondo anno di cassa integrazione guadagni straordinaria del personale per il quale già da aprile 2019 si è fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, per via dell’allora sopraggiunta e adesso perdurante crisi aziendale. La richiesta di cassa integrazione a zero ore con rotazione riguarda tutte e 152 le unità di personale di Sacal Spa impegnati negli scali di Lamezia Terme (54 operai, 49 impiegati e 10 quadri), Reggio Calabria (14 operai, 14 impiegati e 1 quadro) e Crotone (3 operai, 7 impiegati).

Il nodo del personale Prm

Il dipartimento Lavoro e Welfare della Regione Calabria ha convocato per prossimo 2 febbraio tutte le parti per procedere con la discussione. Intanto, mentre resta critica la posizione verso la gestione Sacal degli scali aeroportuali calabresi, pur non manifestando alcuna contrarietà al ricorso all’ammortizzatore sociale, la Filt Cgil Calabria si sofferma su un nodo da sciogliere e che riguarda le nove unità di personale dedicate all’assistenza di persone con ridotta mobilità (Prm).

«C’è stata in questi anni – ha spiegato Nino Costantino, segretario Filt Cgil Calabria – una incapacità gestionale da parte del management della Sacal tanto a Lamezia Terme quanto a Crotone, di fatto quasi chiuso, e a Reggio, ancora limitatissimo. La discussione circa le richiesta di ammortizzatori sociali da parte di Sacal è ancora in corso e a breve approderà in Regione. Noi non siamo contrari alla cassa integrazione. Tuttavia essa deve essere attuata in modo corretto.

C’è una partita molto delicata che riguarda i lavoratori Prm, che prestano assistenza a persone con ridotta mobilità, e che richiama una specifica norma di legge secondo la quale nel momento in cui si avanza richiesta di cassa integrazione, non si può procedere con nuove assunzioni e con trasformazioni di contratti di lavoro da part-time a full-time. Se, dunque, c’è la volontà da parte di Sacal di portare a full-time queste nove unità di personale, perché evidentemente vi sono esigenze che lo richiedono, ciò non può essere fatto in costanza di cassa integrazione.

Noi chiediamo che si faccia prima e che questa categoria, per i quali evidentemente la crisi aziendale incide diversamente, non sia contemplata tra quelle per le quali si chiede un altro anno di ammortizzatori sociali. Chiediamo, cioè, garanzie per i lavoratori e per l’azienda e rispetto della legge. In caso contrario, segnaleremo tale irregolarità nelle sedi competenti», ha spiegato ancora Nino Costantino, segretario Filt Cgil Calabria.

Sacal tra incapacità gestionale e Covid

Mentre in particolare due dei tre scali in gestione a Sacal dal 2017 languono, anche da prima della pandemia, lo scenario è quello di una società in crisi economica profonda e perdurante, che pone tutto il personale in cassa integrazione. Una persistente contrazione del fatturato a causa del Covid, sostiene Sacal. Ma la Filt Cgil incalza e denuncia come tra le cause ci sia anche l’incapacità gestionale.

«Da tempo abbiamo denunciato l’assenza di una politica seria per la gestione dei tre scali. Pensiamo che lo stesso piano industriale non reso noto, e che abbiamo chiesto per via giudiziaria, sia un elemento di preoccupazione perché contiene elementi che non ci sono stati comunicati. Gli scali nel mondo sono in crisi dalla metà del 2019 a causa del Covid, quelli calabresi già da prima. Ci sono interventi correttivi da eseguire subito. Avevamo già proposto che venissero nominati dei direttori di scalo anche a Reggio e a Crotone, in modo da poter avanzare le istanze relative alle esigenze concrete dei singoli aeroporti. Per esempio, su Reggio resta aperta, ormai da tempo immemore e ancora senza risoluzione definitiva, la questione delle limitazioni», ha sottolineato ancora Nino Costantino, segretario Filt Cgil Calabria.

Costantino (Filt Cgil): «La Regione intervenga»

Pur restando la gestione unica degli scali, secondo lo stesso sindacato, un punto di forza, l’operato improduttivo della Sacal è evidente e impone anche una riflessione politica. «Anche noi siamo stati tra i fautori di una gestione unica aeroportuale in Calabria e pensiamo ancora oggi che essa sia una risorsa per la crescita di tutte e tre le infrastrutture. Tuttavia la Sacal, una volta assunta la gestione dei tre scali, non ha agito né su Reggio né su Crotone e questo è un problema serio che ancora una volta dimostra l’incapacità del suo management.

Non è un problema di sole conseguenze pandemiche ma anche di scelte politiche e di gestione. C’è da alcuni mesi una nuova giunta regionale che era partita bene, evitando la privatizzazione di Sacal, rischio che non avevamo tempestivamente paventato, e che adesso però si sta perdendo. È stato criticato l’operato del management che però è ancora lì, mentre Sacal si trascina una crisi debitoria che, lo ribadiamo, non è causata solo dalla pandemia ma anche da una forte incapacità gestionale. Una situazione non destinata a migliorare e di cui anche la Regione sarà responsabile. Noi abbiamo sempre manifestato le nostre preoccupazioni su questa gestione. Chiediamo che la Regione intervenga, predisponendo l’attuazione delle iniziative che tempo fa il presidente Occhiuto aveva annunciato e alle quali poi non ha dato seguito», ha concluso Nino Costantino, segretario Filt Cgil Calabria.

Nuova riunione della Task-force comunale di Reggio

Intanto è tornata a riunirsi la task-force comunale Aeroporto dello Stretto del comune di Reggio Calabria «per fare il punto della situazione in merito all’attuale condizione e alle prospettive future che interessano da vicino lo scalo reggino. Ai lavori, che sono stati coordinati dal responsabile della task force, Salvatore Chindemi, hanno preso parte i sindaci f.f. di Comune e Città metropolitana, Paolo Brunetti e Carmelo Versace, l’assessore comunale ai Trasporti, Domenico Battaglia e gli esperti che compongono lo stesso organismo operativo.

Nel corso dei lavori è stata riaffermata la comune visione strategica entro cui far muovere e sostenere il percorso di rilancio dell’aeroporto Tito Minniti che deve essere messo nelle condizioni di poter giocare un ruolo chiave, non solo in termini di miglioramento della mobilità ma anche quale fattore di punta, in chiave turistica e attrattiva», si legge nella nota diramata da palazzo San Giorgio, sede dell’amministrazione comunale della città dello Stretto.

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