sabato,Maggio 28 2022

Poste Italiane abbandona la Calabria, Cgil: «Perse 7 mila unità»

Sono state illustrate anche le molteplici ricadute sia sulla clientela che sul personale e sulla sicurezza sui posti di lavoro

Poste Italiane abbandona la Calabria, Cgil: «Perse 7 mila unità»

«Poste Italiane continua ad abbandonare la Calabria». È questo il monito lanciato dalla Cgil di Reggio Calabria dove il Segretario Regionale Area Servizi, Felice Lo Presti, e il Segretario Provinciale di Reggio Calabria, Domenico Barreca, hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare i timori sulla tenuta occupazione in Calabria, ed in particolare nella Provincia di Reggio Calabria.

Sono state illustrate anche le molteplici ricadute sia sulla clientela che sul personale e sulla sicurezza sui posti di lavoro che «è ridotta ai minimi termini e molte volte ha costretto la Slc Cgil a chiedere interventi agli organi esterni competenti per ripristinare le condizioni minime. Per questi motivi la SLC CGIL ha dichiarato lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e di straordinario da oltre tre mesi». In particolare è stato evidenziato come dei 41 uffici presenti a Reggio Calabria, molti «si stanno riducendo a lumicino perché il personale è sempre più carente» ma il problema è legato anche ai portalettere considerando che «abbiamo perso 6/7 mila unità».

«Poste Italiane è la più grande azienda italiana – ha confermato Lo Presti –  purtroppo in Calabria sta effettuando una notevole riduzione di personale che è in corrispondenza quella nazionale aumentata di qualche punto per cui credo continuando di questo passo in Calabria non saranno più garantire i servizi per la clientela. Una problematica che sta assumendo dei toni importanti e quindi è necessario mettere fine a questa situazione possibilmente recuperando il tempo. La Cgil già in sciopero delle prestazioni straordinarie da tre mesi e continuerà a farlo fino ad arrivare ad una giornata di sciopero generale in Calabria se questa situazione continua a perdurare. Stiamo attenzionando anche i rapporti con i dipendenti e di rispetto dei diritti acquisiti che vengono sempre calpestati dall’azienda, per cui crediamo opportuno che probabilmente si arrivi ad intensificare il rapporto con l’azienda per porre un argine a questa manovra devastante che c’è in Calabria».

Per Barreca «la crisi del personale  si riverbera in automatico sulla clientela che è quasi tutta di età avanzata, per la carenza di personale le file sono interminabili e ancor più durante la pandemia, le persone spesso stavano fuori l’estate al sole cocente d’inverno al freddo al gelo e talune volte è dovuta intervenire anche la Protezione civile».

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