sabato,Maggio 18 2024

Gioia Tauro, Occhiuto insiste: «Vogliamo sviluppare il retroporto»

Si è conclusa la due giorni calabrese, nell’area del Porto, degli europarlamentari della Commissione Sviluppo regionale

Gioia Tauro, Occhiuto insiste: «Vogliamo sviluppare il retroporto»

È proseguita nell’area di Gioia Tauro la due giorni calabrese di 6 dei 43 componenti della commissione Sviluppo regionale del Parlamento Europeo. Nella riunione che ha preceduto la visita nei terminal portuali, l’obiettivo dell’illustrazione dei progetti presentati, da far finanziare con i fondi del Pnrr, è stato soddisfatto dal presidente dell’Autorità di sistema portuale Andrea Agostinelli, assenti invece i rappresentanti dei comuni Gioia Tauro e San Ferdinando, nonchè i delegati di Rfi e Anas, ovvero di due colossi che pure hanno Piani imponenti per la spesa rispettivamente di 75milioni e 16milioni.

«Noi – ha detto Agostinelli – abbiamo un progetto per 10milioni di euro da spendere per opere di urbanizzazione nell’area ex Enel, con l’aggiunta di un’altra previsione che riguarda il porto di Crotone». Nel suo intervento il presidente Roberto Occhiuto, accompagnato dalla vice Giusy Princi e da Agostino Miozzo, non ha menzionato né la Zes né il rigassificatore, pur non tacendo le difficoltà in cui versa il retroporto. «In quest’area – ha detto il presidente – vi sono sia eccellenze che condizioni di degrado, come quella che vedrete attraversando le zone industriali».

I commissari, con in testa il presidente Yonuos Omarjee, hanno preso appunti rispetto anche alla prospettiva illustrata da Occhiuto. «Vogliamo approfittare della presenza del primo porto container italiano – ha detto – per sviluppare il retroporto, perché fin quando il porto rimane dedicato solo al trasbordo i container non vengono aperti e la merce non viene lavorata, per questo puntiamo ad intercettare anche l’interesse di grandi aziende nazionali e multinazionali».

Nel cerimoniale predisposto dalla Regione, dopo la visita all’interno del porto, i commissari sono stati condotti, nella 2° zona industriale, presso la sede dell’Organizzazione dei produttori agricoli che fa capo alla famiglia Spagnolo, di Rosarno, struttura che sorge frontale rispetto alla tendopoli dei migranti di san Ferdinando. Oltre alla delegazione dei commissari, e fra questi le italiane Rosa D’Amato e Sabrina Pignedoli, alle visite ha partecipato anche Denis Nesci, il commissario provinciale di Fdi che fra poco surrogherà il ministro Fitto nel parlamento europeo.

Articoli correlati

top