venerdì,Maggio 24 2024

Energie rinnovabili, Confartigianato Reggio critica il bando regionale

Riscontrate diverse criticità operative e di metodo, dalla pubblicazione all’istituzione dell’albo dei fornitori che «appesantisce la procedura»

Energie rinnovabili, Confartigianato Reggio critica il bando regionale

«Il bando della Regione sull’energia rinnovabile, rivolto alle microimprese, presenta diverse criticità operative e di metodo che rischiano di compromettere la finalità dell’intervento, teso a favorire il tessuto delle piccole imprese che soffrono sempre più il caro energia».

Lo afferma in una nota Confartigianato Reggio Calabria, secondo cui il bando è una misura sostenuta con i fondi della vecchia programmazione 2014/2020 e che forse per questo avrebbe potuto e dovuto essere pubblicata prima.

«I ritardi accumulati hanno determinato una sfasatura sulla tempistica. Il bando è stato pubblicato in pre-formazione solo venerdì scorso 3 febbraio ed immediatamente operativo da avantieri, lunedì 6 febbraio, restando aperto solo 25 giorni. Ricordiamo che la pre informazione è una procedura usata per consentire la massima diffusione del bando e soprattutto per consentire agli interessati di valutare e predisporre quanto necessario per presentare la domanda, per un bando che è a sportello».

Inoltre, Confartigianato fa notare che si sta parlando di un bando a punteggio in cui per essere ammessi bisogna superare una soglia minima di 60 punti e «tra i punteggi previsti ce ne sono alcuni non proprio consueti per le microimprese come certificazioni ambientali e modelli organizzativi  che impegnano il fornitore a sopralluoghi e verifiche che aggravano tempi e costi per tutti, assottigliando le poche risorse a disposizione».

Anche questo elemento, secondo Confartigianato, imponeva una pre informazione corretta nei tempi per dare tempo alle imprese di predisporre modelli organizzativi adeguati.

«È inspiegabile» – si legge ancora nella nota – anche la recente istituzione dell’albo dei fornitori. Un albo al quale devono obbligatoriamente iscriversi le aziende che intendono installare gli impianti finanziati dall’avviso ed al quale dunque devono obbligatoriamente rivolgersi le aziende interessate a presentare domanda sul predetto avviso.

«Non si capisce l’utilità né l’opportunità da entrambi i lati, visto che non fa altro che appesantire con ulteriore burocrazia le aziende, in questo caso quelle appunto fornitrici degli impianti. E’ vero che l’iscrizione all’albo resta sempre aperta, almeno pare, ma l’iscrizione è’ subordinata solo ad una verifica documentale ovvero al possesso dei titoli riconosciuti dalla legge e accertati dal sistema camerale, senza esprimere alcuna valutazione sulla bontà dell’azienda. La riteniamo, quindi, una inutile duplicazione che non fa altro che rendere farraginoso il procedimento e limitare la libertà di iniziativa economica e di scelta».

In sostanza un appesantimento burocratico che penalizza le imprese in un tempo in cui la semplificazione delle procedure deve essere la parola d’ordine.

Infine «si deve osservare che a fronte di una procedura complessa la percentuale di finanziamento erogato avviene su una soglia di spesa massima di 25 mila euro rispetto a costi che possono essere molto superiore. Insomma, ancora una volta dai meandri della programmazione che cammina a passo di lumaca vengono fuori idee condivisibili, ma che non si incrociano con i bisogni e le realtà della Calabria».

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