martedì,Giugno 25 2024

Reggio, flash mob degli assistenti educativi per chiedere l’internalizzazione – VIDEO

In concomitanza con l’inizio dell’iter parlamentare presso la settima commissione del Senato del disegno di legge 236 del 2022, anche nella città dello Stretto la mobilitazione promossa dal Misaac

Reggio, flash mob degli assistenti educativi per chiedere l’internalizzazione – VIDEO

 «Abbiamo denominazioni diverse ma svolgiamo le medesime funzioni. Ogni giorno siamo accanto agli alunni e alle alunne con disabilità per contribuire al conseguimento della loro autonomia. Oggi, da Nord a Sud, siamo tutti insieme per manifestare. Rivendichiamo il nostro diritto al riconoscimento pieno del nostro ruolo all’interno della scuola accanto a chi è più fragile. Vogliamo uscire dalla condizione di invisibilità in cui da troppo tempo ci troviamo». 

Con queste motivazioni, anche a Reggio Calabria, gli assistenti educativi hanno promosso il flash mob a sostegno dell’approvazione del disegno di legge 236 del 2022. La proposta da oggi è al centro dei lavori parlamentari. L’iter inizia dalla 7^ commissione del Senato denominata Cultura e Patrimonio Culturale, Istruzione Pubblica, Ricerca Scientifica, Spettacolo e Sport.

La mobilitazione è promossa, a livello nazionale, dal Misaac, Movimento per la internalizzazione e stabilizzazione degli assistenti all’autonomia e comunicazione. Esso è costituito da famiglie, associazioni di famiglie e assistenti, è un movimento Nazionale radicato in tutto il territorio Italiano.

Da Nord a Sud

Una manifestazione corale che ha unito tutto il Paese in una battaglia che gli assistenti definiscono di civiltà. Il disegno di legge punta all’internalizzazione della funzione di assistenza all’autonomia e comunicazione nei ruoli dello Stato, presso il ministero dell’Istruzione.

Una manifestazione che a Reggio Calabria ha visto insieme gli assistenti educativi del Comune e della Città Metropolitana, uniti per rivendicare un unico contratto, un contratto nazionale.

Un contratto unico e nazionale

«Abbiamo trattamenti diversi, pur svolgendo le stesse funzioni. Alcuni di noi non hanno diritto alla malattia e alla tredicesima, lavorano a partita iva o con contratti a prestazione occasionale, pur lavorando tutti i giorni, o sono dipendenti di cooperative. Questa è per noi l’occasione di rivendicare un contratto omogeneo nazionale che tuteli finalmente il nostro lavoro e la nostra prestazione professionale», dicono ancora gli assistenti educativi reggini.

La previsione contenuta disegno di legge 236 del 2022 di cui si chiede l’approvazione, riconoscerebbe finalmente diritti e garanzie a queste figure professionali fondamentali per l’autonomia delle alunne e degli alunni con disabilità all’interno della scuola.

Diritti negati e ritardi nei pagamenti

Ruolo talmente importante da essere un servizio essenziale che le amministrazioni locali devono garantire. Avendo difficoltà a metterlo a bilancio, per finanziarlo esse però ricorrono sovente a fondi extra bilancio o a forme di collaborazione ai limiti della legalità. Ne consegue una situazione piuttosto variegata segnata da diritti spesso non riconosciuti e da reiterati ritardi nei pagamenti degli stipendi.

L’internalizzazione per uniformare e garantire equità

Una condizione di precarietà che terminerebbe con l’internalizzazione contemplata in questo disegno di legge. Si tratta di un riconoscimento che sanerebbe, secondo il Misaac, le lacune generali della legge 104/1992. In qualità di funzioni scolastiche essenziali, obbligatorie e specialistiche a supporto degli alunni con disabilità, il testo prevede l’internalizzazione presso il ministero dell’Istruzione soltanto dei docenti di sostegno. Non lo stesso prevede per gli assistenti all’autonomia e comunicazione. Questi ultimi sono lasciati alla competenza degli enti territoriali, quali Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni.


La loro internalizzazione, dunque, sgraverebbe queste ultime dal pagamento di un servizio che, pur dovendo garantire in quanto essenziale, troppo spesso gestiscono in affanno e con difficoltà. Una situazione che poi genera trattamenti differenziati e spesso iniqui.

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