sabato,Luglio 13 2024

Porto di Gioia Tauro, Picierno: «L’Ue sta lavorando alla sua tutela dall’Ets»

La vicepresidente del Parlamento europeo e il presidente del porto Agostinelli dal vice presidente della Commissione Sefcovic, per discutere della bozza di regolamento attuativo

Porto di Gioia Tauro, Picierno: «L’Ue sta lavorando alla sua tutela dall’Ets»

L’Ue lavora a una misura per proteggere il porto di Gioia Tauro dalle conseguenze della direttiva Ets, il mercato Ue delle quote di Co2, «che favorirebbe la concorrenza dei porti africani». La bozza di regolamento attuativo prevede l’estensione del pagamento della tassa green anche agli armatori che decidono di fare scalo nei porti del Nordafrica se la loro destinazione finale è all’interno dell’Ue, spiega il documento. Il tema è stato al centro di un incontro tra il vice presidente della Commissione Maros Sefcovic e la vicepresidente del Pe Pina Picierno, accompagnata dal presidente del porto calabrese Andrea Agostinelli.

«La fase di attuazione della normativa europea dell’Ets», il mercato Ue delle quote di Co2, «potrebbe presentare problemi enormi al futuro del porto di Gioia Tauro a causa della possibile concorrenza dei porti nord africani di Tangeri e Port Said», ha spiegato la vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata del Pd, Pina Picierno al termine dell’incontro con Sefcovic. Con un rischio per «i 4.500 lavoratori, di cui 2.000 portuali e 2.500 legati all’indotto dell’infrastruttura», ha sottolineato il presidente dell’autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli.

«I porti del Nord Africa non sono soggetti alle nuove tasse europee e potrebbero rubare gran parte del traffico del porto» calabrese che oggi vede il transito di «oltre 3,5 milioni di container all’anno», ha aggiunto Agostinelli. La bozza di atto d’implementazione discussa martedì mattina con il commissario titolare del dossier del Green Deal «richiederebbe l’inserimento dei due porti africani nel sistema di tassazione per armatori ideato dall’Ue», ha illustrato Picierno e – ha aggiunto – «è una soluzione iniziale che proteggerebbe l’eccellenza che rappresenta il porto di Gioia Tauro per il meridione e per l’Italia».

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