martedì,Giugno 25 2024

Villa, i tirocinanti si riuniscono in assemblea e chiedono la contrattualizzazione

I Tis supportati da sindacati hanno rivendicato «un contratto che ci dia continuità ma soprattutto dignità economica e sociale»

Villa, i tirocinanti si riuniscono in assemblea e chiedono la contrattualizzazione

Continua la battaglia dei tirocinanti di inclusione sociale (Tis), che da tempo, attraverso continue e diverse manifestazioni, continuano a chiedere a gran voce la contrattualizzazione. Risposte sulla possibilità di avere finalmente un contratto, è quanto hanno chiesto questo pomeriggio, riunitisi in assemblea, all’interno dell’aula magna della scuola elementare di Villa San Giovanni. Supportati dai sindacalisti Enzo Musolino, segretario confederale della Cisl Calabria; Romolo Piscionieri, segretario generale Ust Cisl di Reggio Calabria; Ivan Ferraro, segretario generale Nidil Cgil Calabria; Luca Muzzupappa, segretario generale Uil Temp Calabria e Saverio Bartoluzzi, segretario generale Usb Calabria, i Tis hanno continuato a rivendicare «un contratto di lavoro che sia a norma e che ci dia continuità ma soprattutto dignità economica e sociale».

All’assemblea unitaria, hanno preso parte anche il sindaco di Villa, Giusy Caminiti e il presidente del Consiglio comunale di Campo Calabro, Simona Bellantone, che hanno espresso solidarietà ai lavoratori e assicurato il loro sostegno. L’iniziativa ha avuto lo scopo di reclamare risposte per i circa 4mila lavoratori che ormai da 14 anni attendono l’approvazione di una norma che consenta loro di essere contrattualizzati, anche in virtù dell’emendamento a firma dei deputati Francesco Cannizzaro e Giovanni Arruzzolo, che aveva fatto ben sperare circa la loro stabilizzazione. «Siamo stanchi di ricevere sempre le stesse risposte e le stesse promesse da parte della politica – hanno affermato -. Le stesse leggi sono vuote e creano continue divisioni, esclusioni e discriminazioni ai nostri danni.

I sindacati hanno accolto il nostro appello promuovendo questa assemblea che ha il compito improrogabile di lanciare una piattaforma unitaria, atta a rivendicare quanto chiediamo da tempo e ad aprire una nuova stagione proiettata appunto, a ottenere il riconoscimento delle nostre esigenze. Quel che è certo, è che non intendiamo più farci abbindolare e vogliamo che cambi il nostro status di tirocinanti mascherati da dipendenti pubblici in dipendenti pubblici regolamentati, per poi mirare a una successiva stabilizzazione. Vogliamo chiudere questa vergognosa vicenda che è nata 14 anni fa e che esiste solo in Calabria. Nell’ultimo emendamento a firma Cannizzaro-Arruzzolo – hanno continuato – si è inserito, a una legge già esistente ma mai applicata, un solo articolo che dà la deroga agli enti locali, ma i Tis non sono soltanto negli enti locali, ma anche nelle Asl, nelle Asp, negli enti parco, nei privati e quant’altro. Pertanto, questo emendamento come la legge stessa dove è stato inserito, è vuota di denari. Per un contratto dignitoso e non sottosoglia povertà, servono almeno 60 milioni annui, per poter contrattualizzare i circa 4000 tirocinanti».

I tirocinanti hanno quindi lamentato il fatto che tra Regione e Governo, «ogni volta si fa a scarica barile su chi debba stanziare i soldi necessari. Il Governo ogni volta ci licenzia con 4 soldi e dice che deve provvedere la Regione e noi ci ritroviamo in questo limbo, con delle spese da sostenere sempre maggiori, con l’onere di stare ai loro comodi, dal momento che non sono nemmeno puntuali nel pagarci, perché le misere 700 euro che percepiamo, devono passare tremila controlli prima di arrivare nelle nostre tasche e quindi, oltre all’umiliazione c’è anche il rallentamento di questo sussidio». Dall’assemblea è quindi emerso che i Tis continueranno a manifestare per i loro diritti, con delle «azioni mirate, da qui ai prossimi mesi, prima della finanziaria di mezzo anno. Essendoci già la legge – hanno affermato – entro la prossima che è quella di giugno, la politica dovrebbe creare le opportunità sia economiche, attraverso decreti attuativi, sia di integrazione, per poi avere entro ottobre, quando sarà la fine della quarta annualità, assicurarci un contratto che ci dia continuità ma soprattutto dignità economica e sociale». Proprio per questo, hanno stabilito che organizzeranno diverse manifestazioni nei prossimi mesi, quali azioni di protesta, sit-in e mobilizzazioni, «se non si riesce concretamente a sedersi intorno a un tavolo tutti insieme, sindacati, rappresentanti dei tirocinanti e politica, sia regionale che nazionale, affinché si trovi velocemente una soluzione.

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