lunedì,Aprile 15 2024

Sanità, a rischio i posti di lavoro dei trasportatori di ossigeno: chiesto un incontro a Occhiuto

Il neo costituito comitato "Trasportatori ossigeno medicale Regione Calabria": «Con l'approvazione del quadro economico da parte della struttura commissariale, si decide di tagliare le gambe a chi fino ad oggi è stato il vero cuore pulsante di questo settore»

Sanità, a rischio i posti di lavoro dei trasportatori di ossigeno: chiesto un incontro a Occhiuto

Il destino di oltre 100 lavoratori nell’ambito dell’ossigenoterapia domiciliare in Calabria sarebbe a forte rischio. Si tratta di quel personale che trasporta (fisicamente) i dispositivi (bombole e contenitori criogenici) per l’ossigeno a casa dei pazienti che soffrono di insufficienza respiratoria cronica. L’allarme è scattato leggendo i dettagli del nuovo appalto regionale, la cui procedura è in corso di svolgimento. La Stazione unica appaltante ha predisposto, a seguito dell’approvazione del quadro economico da parte della struttura commissariale (pari a 39,8 milioni di euro), i documenti di gara. Tre i lotti: il primo destinato all’Asp di Cosenza, il secondo che include le Asp di Catanzaro, Vibo e Crotone e il terzo per l’Asp di Reggio Calabria.

Le offerte – sono state presentate giorno 19/03/2024 dalle grandi aziende del settore che immettono sul mercato questi dispositivi e che, per la distribuzione, si affidano a micro-attività locali. Dove nascerebbe il problema? Il capitolato speciale d’appalto non conterebbe alcuna clausola sociale e, dunque, per le imprese aggiudicatarie non ci sarebbe alcun vincolo di mantenimento dei livelli occupazionali pregressi. «Questo significa – hanno spiegato i lavoratori – che in questo settore è in atto un’azione scellerata che in ossequio a non meglio precisate esigenze sta portando al disastro economico di famiglie e imprese. Chi di competenza non può restare miope di fronte alla realtà e alle reali esigenze del territorio. Favorire procedure che premiano attività più grandi, senza nemmeno chiedere il rispetto dei livelli occupazionali, è un attacco diretto alla società civile in favore di interessi economici.

Troppo spesso burocrati, politici e altri gruppi di interesse agiscono non per un miglioramento delle condizioni generali di un servizio, ma, troppo spesso, facendo altri tipi di calcoli che non tengono conto delle concrete realtà lavorative ed occupazionali del territorio. Oggi siamo un gruppo di imprenditori, lavoratori, padri di famiglia che chiediamo a gran voce di essere ascoltati e di non lasciare che questo sia l’ennesimo capitolo dove questa regione (con tutti i suoi apparati e ai vari livelli) decide di tagliare le gambe a chi fino ad oggi è stato il vero cuore pulsante di questo settore. Noi non facciamo calcoli, vogliamo solo che sia garantito il diritto dei lavoratori a mantenere la propria occupazione ed il diritto per gli imprenditori a fare impresa. Se queste scelte sono figlie di logiche di spending-review e di tagli vari, diciamo a gran voce che regione, Asp e simili avrebbero dovuto pensarci prima visti i buchi economici che per anni hanno creato loro.

Inoltre, hanno deciso di tagliare i già bassi prezzi relativi alle forniture di ossigeno liquido, partendo da una base d’asta di circa il 30% inferiore a quanto in uso in questo momento. Cosa significa questo? Le grandi aziende del settore che immettono tali articoli salvavita, vedendosi ridotto l’importo a loro dovuto per le forniture di ossigeno, saranno costrette a rivedere al ribasso anche le tariffe spettanti alle microimprese che da anni si adoperano fisicamente delle consegne dell’ossigeno nelle abitazioni, andando così a colpire ancor di più queste attività che si impegnano ogni giorno per servire un servizio impeccabile, salvando la vita di molte persone». Al momento, i trasportatori attivi in Calabria sono 104. Tutte famiglie su cui è piombato un grosso punto interrogativo e che stanno vedendo, per cause a loro non imputabili, svanire tutto quello che avevano faticosamente creato negli anni.

È per tutti questi motivi che tali soggetti hanno deciso di organizzarsi costituendo il comitato “Trasportatori Ossigeno Medicale Regione Calabria”, presieduto da Pasquale Berlingò. La maggior parte di essi sono giovani e con figli piccoli da mantenere e sono preoccupati di rimanere senza reddito. «Abbiamo lavorato duramente in questi anni. Durante il Covid eravamo quelli in prima linea, in casa delle persone. Ora rischiamo di rimanere senza lavoro. Senza un impiego dove dovremmo andare se non al Nord? Oppure chi pagherebbe i debiti di questi piccoli imprenditori costretti a chiudere battenti?» Questi sono alcuni dei sentimenti comuni che si respirano nel comitato. In ogni caso, non intendono mollare. Rappresentati dall’avvocato Giuseppe Pitaro, hanno chiesto un incontro con il presidente Roberto Occhiuto per spiegare le loro ragioni. Il presidente non ha ancora dato disponibilità ad un’eventuale incontro, ma il comitato rimane fiducioso di poter avere un dialogo costruttivo per il bene di tutti il prima possibile. «Non è possibile creare un disagio sociale di queste proporzioni in una terra già difficile come la Calabria», è l’amara sintesi dello stato d’animo di molti.

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