mercoledì,Dicembre 2 2020

“Nati per leggere”, investimento sul riscatto culturale della Calabria

Irto: «Una legge regionale per promuovere la lettura nell’età prescolare ma soprattutto essere un supporto per le nuove generazioni»

“Nati per leggere”, investimento sul riscatto culturale della Calabria

La lettura come prevenzione: l’esperienza della Calabria nella lotta alla povertà educativa. Se ne è discusso ieri pomeriggio, al consiglio regionale nel convegno dal titolo “Dall’esperienza di nati per leggere alla legge regionale 35/2019“.
È stato Nicola Irto, presidente del consiglio regionale della Calabria a raccontare l’iniziativa, presentare insieme all’associazione pediatri e ad Unicef Italia e l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino, coinvolte nella legge regionale 35 del 2019. “Nati per Leggere” è un programma nazionale di promozione della lettura, istituito nel 1999 e rivolto alle famiglie con bambini in età prescolare.

Il programma è attivo su tutto il territorio nazionale con circa 800 progetti locali che coinvolgono più di 2.000 Comuni italiani attraverso una rete territoriale costituita da bibliotecari, pediatri, educatori, enti pubblici, associazioni culturali e di volontariato, con l’obiettivo di creare connessioni, legami e alleanze educative che potenzino le opportunità, per bambini e genitori, di conoscere e consolidare l’esperienza della lettura #abassavoce al fine di riprodurla nella pratica quotidiana in famiglia.
Dall’esperienza di “Nati per leggere” è stata approvata dal Consiglio regionale della Calabria la Legge regionale n. 35 del 10 ottobre 2019, finalizzata a promuovere e diffondere della lettura in età prescolare (0-6 anni). Il provvedimento ha avuto come primo firmatario il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto.
«Una legge che – evidenzia Irto – abbiamo approvato il 16 ottobre scorso che promuove delle misure per la lettura in età prescolare 0/6 anni. Siamo la prima regione d’Italia ad aver legiferato in una materia nella quale investiamo molto». Quindi non solo biblioteche regionali ma anche negli asili, nelle scuole d’infanzia e nelle istituzioni pubbliche affinchè ci siano delle postazioni riservate ai bambini in età prescolare. Leggere con una certa continuità ai bambini ha una positiva influenza sul loro sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale, con effetti significativi per tutta la vita adulta.
Gli studi riprende Irto «hanno infatti dimostrato che anche semplicemente giocare o manipolare i libri dedicati alla loro età farà in modo che possano crescere adulti e adolescenti con una predisposizione migliore all’apprendimento. Una legge regionale che vuole promuovere la lettura nell’età prescolare ma soprattutto essere un investimento per il futuro e le nuove generazioni. È evidente che una legge di questo tipo non porterà benefici immediati ma è un investimento sul futuro». In un contesto come il nostro in cui i dati parlano di una regione più povera dal punto di vista culturale: poco leggono i bambini calabresi, poco leggono i calabresi in generali. Quindi « “Nati per leggere”, un investimento sul riscatto culturale della Calabria».
«Il diritto alla salute psico-fisica del bambino è sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di cui il 20 novembre ricorre il 30° anniversario dell’approvazione – spiega Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo – Il bambino dev’essere il soggetto di un’azione educante e accudente da parte della società fin dai primi momenti della sua vita, e lo stimolo rappresentato dalla lettura condivisa in famiglia rappresenta un cardine fondamentale di tale azione. In Calabria la situazione dell’istruzione dei più piccoli deve essere sicuramente migliorata. Infatti, circa il 21% dei ragazzi residenti si iscrive alle scuole superiori senza concludere il percorso di studio, senza diplomarsi. Prendendo in esame il quinquennio 2013/2017, vediamo che a Vibo Valentia il tasso di studenti delle scuole superiori dispersi è superiore al 26%, seguita da Crotone dove invece il tasso di dispersione scolastica è poco meno del 25%.
I dati dell’ultimo quinquennio evidenziano per la Calabria una percentuale di studenti dispersi pari al 21,5% (4897 unità). L’età più critica è quella a cavallo dei 13-16 anni. Fortunatamente, i dati della dispersione scolastica nella nostra regione e, complessivamente, in Italia, non sono più quelli di dieci anni fa. Altro indicatore di povertà educativa è la percentuale bassa dei bambini che frequentano l’asilo. Quasi nove bambini su dieci (87%) non vanno all’asilo nido o non frequentano servizi per la prima infanzia. In Calabria solo l’1,2% può accedere a questi servizi». In conclusione «Questi dati fanno apprezzare ancora di più l’importanza della Legge regionale n. 35».