lunedì,Novembre 30 2020

“Mi sento una favola” in scena venerdì 31 al Cineteatro Metropolitano

Una rivisitazione in chiave ironica delle favole più note ideata dall'Associazione culturale l'Amaca di Antonio Calabrò per divertire il pubblico

“Mi sento una favola” in scena venerdì 31 al Cineteatro Metropolitano

Per godersi le fiabe in modo classico, se si è bambini, basta mettersi sotto le coperte o sopra ginocchia adulte e farsele raccontare, mentre, se si è meno giovani, prendere un libro e leggerle. Invece, per gustarsele in modo originale e divertente, venerdì 31 gennaio, grandi e piccini dovranno recarsi al Cineteatro Metropolitano, sedersi in poltrona ed assistere a “Mi sento una favola”, il nuovo spettacolo firmato “L’Amaca”. Infatti, alle ore 21, sul palco di via Nino Bixio inizierà un viaggio in tre atti nelle favole all’insegna dell’ironia e dell’allegria grazie alla rappresentazione teatral-musicale messa su dall’associazione culturale capitanata da Antonio Calabrò. Sarà una carrellata di personaggi fiabeschi quella che compiranno i protagonisti Anna Rita Fadda, Elvira Costarella, Vanessa Costantino, Benvenuto Marra ed Alessandra Vadalà ed altri 23 interpreti, accompagnati da “L’Amaca Band” guidata da Sebastian Trunfio, tra accurati costumi e scenografie. Personaggi caricaturizzati, dialoghi esilaranti, trame originarie riviste surrealmente con elementi come la modernità o i dialetti e tanto altro ancora che faranno divertire il pubblico. «Abbiamo ideato e realizzato questo spettacolo con il preciso intento di far ridere grandi e piccini. I nostri interpreti divertiranno i presenti con le loro simpatiche interpretazioni, arricchite da scenografie e costumi straordinari e dalla grande musica della nostra band. Ancora una volta “L’Amaca”, attraverso la rassegna di eventi “Terzo Spazio”, dimostra la propria passione nel fare cultura e divertimento stando insieme e la propria voglia avanzare proposte di qualità alternando serietà, come l’evento civile per il cinquantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, e questo di venerdì, pura ironia ed ilarità» è il commento di Calabrò.