martedì,Ottobre 27 2020

“Agapao”, mostra e house concert per festeggiare il primo compleanno

Un progetto dell’artista Luisa Malaspina: un non luogo in cui ritrovare se stessi attraverso la pittura e la meditazione

“Agapao”, mostra e house concert per festeggiare il primo compleanno

Agapao, mostra e home concert per festeggiare il primo compleanno. Un progetto dell’artista Luisa Malaspina: un non luogo in cui ritrovare se stessi attraverso la pittura e la meditazione.

Agapao, mostra e house concert di Fabio Macagnino, per festeggiare il primo compleanno. Un sogno e una scommessa vinta. Un non luogo, fortemente voluto dall’artista Luisa Malaspina, in cui ritrovare se stessi attraverso la pittura e la meditazione. Malaspina così racconta il percorso di questi dodici mesi.

«Agapao è un progetto nato per accogliere tutto ciò che è bellezza – spiega – voglia di stare bene. Un non luogo in cui si può ritrovare l’equilibrio attraverso l’arte e la meditazione. Conduco dei laboratori emozionali di meditazione e pittura dove queste due potenti materie lavorano insieme per aiutare la persona ritrovare se stessa, a sciogliere i blocchi emozionali e ad intraprendere un percorso personale alla ricerca del benessere. Lo scarico dello stress e di tutto ciò che nel quotidiano pesa, per poi ricaricarsi di positività ed armonia».

Nel suo percorso olistico l’artista si è formata presso l’università popolare “Due cieli” di Torino, un continuo aggiornamento e arricchito di nuovi strumenti. Agapao vuole rappresentare come metafora della vita, il continuo cambiamento e il non attaccamento alla materia. Per questo «Tutto ciò che c’è dentro Agapao viene cambiato, spostato, rivoluzionato per fare spazio alla trasformazione, un modo diverso di accogliere chi entra. È un simbolo fisico dell’impermanenza». Un non luogo dove si pensa ad accogliere gli artisti e la cultura a tutti punti di vista. Ieri per l’occasione concerto casalingo del cantautore nostrano Fabio Macagnino.

E poi la mostra, con le tele sospese come tra le nuvole, in modo da evocare il sogno. Ed i colori della Malaspina: mai accecanti, che solo a tratti si accendono di rosso o di arancio, che però brillano nelle loro sfumature e nelle dorature e portano gli spettatori in un mondo incantato e fatato, con le atmosfere rarefatte, popolato da esseri metafisici e dai forti simbolismi. Libellule e farfalle, ma anche umane schiene o volti estatici.

Una esposizione  simbolica, che parte il sogno «che è stato per me Agapao, quindi ho voluto rappresentare quello che umanamente si può provare quando si guarda il cielo infinito e l’anima inizia a sognare ciò che vorrebbe vivere e realizzare. Un po’ di lavori – prosegue – sono immersi in una sorta di nuvola, con bianco e dorato, tutto molto fluttuante».