martedì,Settembre 28 2021

Epic Festival, a Bova la prima nazionale di “Spine” del Mana Chuma Teatro

Il seminario "Core-Cori: la voce che tesse" a cura di Astragali Teatro, i corti baschi Kimuak e Davide Ambrogio in concerto completano il programma odierno

Epic Festival, a Bova la prima nazionale di “Spine” del Mana Chuma Teatro

Una giornata ricca di appuntamenti quella in programma oggi a Bova, nella cornice della prima edizione di “Epic Festival, esperienze performative di impegno civile”, in svolgimento nel borgo grecanico fino al prossimo 22 agosto. La prima nazionale di “Spine”, una delle due produzioni 2021 di Mana Chuma Teatro, si incastona tra il seminario “Core-Cori: la voce che tesse” a cura di Fabio Tolledi di Astragali teatro e le proiezioni dei corti baschi targati Kimuak, in collaborazione con il Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano. Chiuderà in serata, Davide Ambrogio in concerto.

Prosegue nel segno del teatro, del cinema e della musica che incontrano la comunità e intrecciano con i luoghi legami speciali e suggestivi, Epic Festival, promosso da Mana Chuma Teatro, in collaborazione con Il teatro delle Rane e Play Music Festival – associazione Soledad e con il sostegno della rete Latitudini. Il festival è patrocinato dal comune di Bova e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso pubblico Eventi culturali non storicizzati annualità 2019.

La prima nazionale di Spine, stasera alle 21.15 in piazzetta Surizzu

Scritto e diretto da Salvatore Arena e Massimo Barilla, lo spettacolo è interpretato da Stefania De Cola, Mariano Nieddu, Lorenzo Praticò. «Il lavoro è espressione di una drammaturgia nella quale crediamo molto e che rivisita i classici in chiavi moderne e inedite. Questo lavoro indaga l’Otello di Shakespeare che diventa pretesto per i protagonisti per narrare la loro storia. Un girotondo di perdenti che si muovono come le foglie degli alberi di notte. Un racconto a più voci, intessuto di urla gridate sottovoce», ha spiegato Massimo Barilla che con Salvatore Arena ha curato la drammaturgia.

«Una falsa tragedia che si alterna a commedia intrisa di lacrime in cui i tre personaggi attraversano le loro solitudini muovendosi in un rettangolo di storia che ha le vesti di una locanda. Tre fantasmi: Magdalena e Lucio, una locandiera e suo marito che hanno perso un figlio, e un becchino. “Spine” è tutto questo, un’esperienza che ci pone di fronte alla nostra fragilità, ci fa sorridere e al contempo inorridire, mostrandoci quanto di terribile ci possa accadere», ha spiegato ancora Salvatore Arena.

Il seminario “Core-Cori: la voce che tesse”, alle 17.30, al Museo di Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs

Fabio Tolledi di Astragali teatro condurrà un approfondimento sulla tradizione Salentina e Grecanica dei canti delle donne e sui punti di contatto tra la Grecìa salentina e la Grecìa calabrese. Si tratta di un’originale indagine sulle dimensioni etno-antropologico di tutta l’area che ispirano anche lo spettacolo “Fimmene”, in programma domani, di Fabio Tolledi e Anna Cinzia Villani, quest’ultima in scena con Roberta Quarta e Simonetta Rotundo. «Durante il seminario eseguiremo dei canti a supporto dell’intervento teorico di Fabio Tolledi e degli esiti del suo ultraventennale studio del ricco patrimonio culturale delle danze e dei canti salentini, quest’ultimi raccolti e tramandati dalle donne e che parlano delle donne», ha spiegato la cantante e attrice di Astragali Teatro, Roberta Quarta.

Corti baschi targati Kimuak, alle 20, al Museo di Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs

Tornano protagonisti anche oggi i corti baschi della filmoteca Kimuak in collaborazione con il Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano, diretto da Federico Sartori e Iris Peralta, in programmazione già da ieri e fino al 21 agosto. Questa la selezione di oggi: “7:35 De la mañana” di Nacho Vigalondo, “Traumalogía” di Daniel Sánchez Arévalo, “Ancora lucciole” di Maria Elorza, “Beerbug” di Ander Mendia.

Davide Ambrogio in concerto, alle 23, al Parco delle Rimembranze

Chiuderà questa giornata di festival la musica di Davide Ambrogio (voci, lira, chitarra con matite, tamburo a cornice, zumpettana, live looping, live electronics) con le sue molteplici dimensioni canore capaci di tradurre un’espressione vocale legata alla tradizione orale Aspromontana calabrese in elementi sonori contemporanei, nel segno di una ricerca timbrica, melodica e ritmica in grado di svelare verità ed evocare suggestioni.

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