giovedì,Giugno 13 2024

No Ponte, la studentessa, il papà e la pianista: in marcia a Villa per difendere lo Stretto – FOTO

Si è snodato sulla sponda calabrese, il corteo per manifestare dissenso rispetto alla costruzione della megaopera

No Ponte, la studentessa, il papà e la pianista: in marcia a Villa per difendere lo Stretto – FOTO

Una studentessa di Palermo è arrivata dall’altra parte dello Stretto per gridare che i territori ad ogni latitudine devono autodeterminarsi. Ciò deve avvenire in Calabria e in Sicilia quando si impone una mega opera della portata del Ponte, come in Palestina quando un popolo ancora si batte per una terra che sia la sua patria.

Ed è chiaro, come già palesato dalle bandiere che sventolano, quanto la manifestazione di ieri contro la megaopera a Villa San Giovanni si sia lasciata contaminare dal bisogno di pace di giustizia sociale che forte si leva in questi frangente storico. Il bisogno di affermare che le differenze in una Democrazia sono vitali se naturali e non indotte e alimentate da una legge destinata a dipanare e piuttosto che a sanare un divario già ampio.

Lo Stretto resiste per amore

Un coro festoso ma anche determinato di tanti “no” a Villa San Giovanni confluiti per unirsi e rafforzarsi. E anche una storia di resistenza collettiva verso scelte percepite come imposte dall’alto su territori dove ancora manca l’essenziale. Lo recita la scritta rossa sul muro “Lo Stretto resiste per Amore”.

No Ponte e non solo

Pace, uguaglianza e salari giusti mentre si difendono lo Stretto e la sua peculiarità da un’opera senza ritorno in questo angolo di mondo unico sul pianeta per natura, paesaggio e biodiversità.

Un luogo che rischia di essere sfregiato per sempre in nome di un progresso, di una crescita e di uno sviluppo che non dovrebbero necessitare di questa opera così invasiva e impattante per essere conseguiti. Un luogo dove presto tante persone potrebbero perdere “la loro casa”.
Con l’appassionata studentessa, hanno marciato anche Saverio con suo figlio nel passeggino perché quella di ieri era una marcia di popolo (anche se di popolo avrebbe dovuto essercene di più). Per il suo piccolo sogna un altro mondo possibile proprio senza il Ponte. Pronti sono a educare a questo anche un gruppo di “Docenti no ponte” che hanno marciato dietro uno striscione.

C’era anche una signora che non ha rinunciato al corteo nonostante abbia dovuto camminare con le stampelle. Quella fatica è ripagata, lei spera. L’appuntamento non poteva essere mancato. C’era anche Giuseppe che a Reggio non si risparmia rivendicando il diritto al decoro, alla legalità e a una vita dignitosa nel difficile quartiere in cui vive. È stato presente a Villa perchè anche la protesta contro il Ponte è necessaria per salvaguardare quella stessa dignità.

“Nuvole Bianche” sullo Stretto

E poi Gloria che ha irrotto con la sua poesia nel corteo. All’inizio del lungomare Cenide nella frazione di Cannitello, un lungo addio al quale non ci si rassegna è stato da lei intonato dal suo balcone al piano. Il corteo si è fermato, ha ascoltato e si è emozionato. Sulle “Nuvole bianche” di Ludovico Einaudi, note inedite in una manifestazione No Ponte, è stata manifestata solidarietà ai residenti di Cannitello.

Strideva con la bruttezza dell’incompiuta della variante lì accanto, ferita lasciata aperta sul territorio ed emblema di ciò che ancora potrebbe purtroppo accadere, con la bellezza dell’orizzonte che si spalancava di fronte. Strideva quella dichiarazione di amore declamata in una musica che non si arrende, non rinuncia e tiene stretto questo Stretto.
Pochi istanti e prima di riprendere il corteo poi giunto nella piazza di Cannitello.

Il cielo era coperto ma a tratti il caldo stringeva e si alternava a qualche folata di tiepido vento. E intanto il corteo attraversava uno dei tratti del lungomare più panoramico di sempre che sarebbe completamente sventrato, senza più esistere, se la campata del Ponte inizierà mai a essere costruita.

Andare avanti nel nome di Franco

In piazza tra un intervento e l’altro anche un cenno per ricordare Franco Nisticò nel nome e in memoria del quale proseguire l’impegno e la lotta. Era il 19 dicembre 2009, quando al termine della partecipatissima manifestazione no Ponte, sul palco allestito a Cannitello, frazione di Villa San Giovanni. Franco Nisticò, presidente del comitato per la SS 106, al termine del suo accorato intervento, fu colto da un arresto cardiaco e morì.

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