Svimez lancia l’allarme sulla mancata efficacia della Zes

I tecnici dell’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno richiamano «l’attenzione nell’attuazione delle Zls, che prevedono un’estensione del regime delle Zone Economiche Speciali alle aree portuali del Centro-Nord, anche se limitandolo ai soli aspetti di semplificazione burocratica
I tecnici dell’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno richiamano «l’attenzione nell’attuazione delle Zls, che prevedono un’estensione del regime delle Zone Economiche Speciali alle aree portuali del Centro-Nord, anche se limitandolo ai soli aspetti di semplificazione burocratica
Porto Gioia Tauro

Di Francesco Bolognese – Il 16 settembre 1995 la Cmbt Concorde squarciò le nebbie che avvolgevano il porto di Gioia Tauro, “battezzandolo” come porto di transhipment.
Un quarto di secolo dopo, lo scalo gioiese non è riuscito a diversificare l’attivita, integrando la funzione di trasbordo dei contenitori cosi da innescare il circolo virtuoso sul territorio (complice una miopia politica non solo romana). Ma tant’è.
Attorno al “capezzale” dell’ammalato si sono alternati in tanti ed alla fine la montagna ha partorito la ZES (zona economica speciale).
Su questo delicato, e forse dirimente, passaggio che prevede benefici fiscali per le ditte che investiranno nell’area gioiese registriamo un importante contributo da parte della Svimez.

I tecnici dell’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno richiamano «l’attenzione nell’attuazione delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), che prevedono un’estensione del regime delle Zone Economiche Speciali alle aree portuali del Centro-Nord, anche se limitandolo ai soli aspetti di semplificazione burocratica. Infatti, anche al di la degli aspetti più strategici riguardanti i porti italiani su cui si decide di puntare, va considerata l’importanza che le semplificazioni burocratiche in un Paese come l’Italia, appesantito da forti oneri di questa natura, possono esercitare, quanto se non più delle misure fiscali, per l’attrazione degli investimenti».
Per la Svimez non ci sono dubbi, «tale estensione se recepita determinerebbe un depotenziamento delle ZES nella loro funzione di attrarre investimenti nel Mezzogiorno con l’intento di diminuire il gap con il resto del Paese. Si determinerebbe, in altre parole, una concorrenza tra porti, che finirebbe per sminuire il valore dell’intervento teso a compensare gli svantaggi di localizzazione nel Sud, minando in definitiva la sua missione originaria».