Non fu lui a ferire i poliziotti, assolto Fabio Berlingeri

I fatti si riferiscono ai disordini durante l'esecuzione dell'operazione "Malanova". Alcuni agenti riportarono lesioni e fu danneggiata una telecamera. L'imputato ha patteggiato un anno e 6 mesi per resistenza a pubblico ufficiale
I fatti si riferiscono ai disordini durante l'esecuzione dell'operazione "Malanova". Alcuni agenti riportarono lesioni e fu danneggiata una telecamera. L'imputato ha patteggiato un anno e 6 mesi per resistenza a pubblico ufficiale
L'aggressione durante l'esecuzione dell'operazione

Nel mese di aprile dello scorso anno vennero effettuati degli arresti per i gravi disordini avvenuti dinnanzi alla Questura di Reggio Calabria, durante il trasferimento in carcere degli arrestati nell’ambito dell’operazione Malanova, per la morte di una anziana donna rapinata in casa.

Durante la contestazione ci fu un lancio di oggetti, alcuni poliziotti furono aggrediti, riportando lesioni guaribili da 7 a 15 giorni, ed inoltre venne danneggiata la telecamera di un operatore televisivo. Uno degli arrestati, Fabio Berlingeri classe ’96, venne giudicato poi con rito abbreviato e condannato dal gup di Reggio Calabria per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, con l’aggravante di aver commesso il fatto contro diversi agenti di pubblica sicurezza nell’atto dell’adempimento delle loro funzioni.
Il legale di Berlingeri, avvocato Giuseppe Gentile del foro di Reggio Calabria, proponeva appello avverso la condanna predetta, per dimostrare l’estraneità ai fatti del proprio assistito.
Lo scorso 28 novembre, la Corte d’Appello di Reggio Calabria – Seconda Sezione Penale – assolveva per non aver commesso il fatto il Berlingeri per il reato di lesioni aggravate, dunque accogliendo i motivi di appello proposti dalla difesa: secondo l’avvocato Gentile non vi era la prova anche mediante l’analisi dei filmati della penale responsabilità del Berlingeri.
Per quanto riguarda il reato di resistenza a pubblico ufficiale, il legale dopo aver ottenuto il consenso del Procuratore, otteneva l’accoglimento della richiesta di pena concordata rideterminando la pena ad anni 1 mesi 6, con pena sospesa e revoca della misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.