Alloggi: famiglie in protesta nell’androne di palazzo San Giorgio

Dopo il fallimento dell’ultimo tentativo (il dirigente del settore non si era presentato) chiedono la costituzione di un tavolo tecnico tra i rappresentanti delle associazioni e le istituzioni
Dopo il fallimento dell’ultimo tentativo (il dirigente del settore non si era presentato) chiedono la costituzione di un tavolo tecnico tra i rappresentanti delle associazioni e le istituzioni
La protesta per gli alloggi al comune di Reggio Calabria

Questione alloggi: dal Comune il silenzio più totale. E così, stamattina, alcune famiglie che da anni aspettano un tetto sopra la testa, insieme a Giacomo Marino di “Un mondo di mondi” hanno occupato l’ingresso del comune, a palazzo San Giorgio e si sono incatenati e resteranno lì, fino a quando, dicono, arriveranno le risposte.

«Il Comune in 5 anni non ha applicato le politiche della casa stabilite dalla legge regionale 32 del 1996 – afferma Marino – verifiche iniziate ( nei sei mesi in cui fu attivo l’assessorato ad hoc con Angela Marcianò) ma mai completate. Il delegato attualmente presente ha comunque poteri limitati rispetto a quelle di un assessore». Le verifiche dovevano servire a controllare l’intero patrimonio non solo del Comune, ma anche quello dell’Aterp (7000 alloggi) e reperire tutti gli alloggi in tempo reale che fisiologicamente si liberano per riassegnarli. Tuttavia incalza Marino «Questo non avviene, il che significa che i 7000 alloggi, un patrimonio enorme, è stato abbandonato negli ultimi 5 anni. E gli alloggi che si liberano entrano in un mercato illegale di occupazione, di vendita e di affitto. E il Comune ne è consapevole. Addirittura quando riesce ad avere degli alloggi liberi e non vengono assegnati tempestivamente poi vengono occupati e succede anche con gli alloggi confiscati. Nonostante ci siano 1200 famiglie che hanno vinto il bando del 2005, 340 famiglie in emergenza abitativa e qualche centinaio che hanno chiesto un cambio alloggio, nonostante questa forte domanda non vengono assegnate e subito occupate abusivamente». Situazione questa, specchio di un settore che non funziona. Il 22 novembre il dirigente Piccione ha convocato al comando di polizia municipale un incontro con gli altri settori, considerato che il settore Erp dovrebbe essere coordinato oltre che con la polizia municipale, con la parte informatica per i controlli, con la manutenzione settore (completamente scoperto). «L’incontro è saltato – chiosa Marino – non sappiamo a quando. Dopo 5 anni si ricordano che bisogna coordinarsi e poi salta l’incontro. Nel 2016 l’Amministrazione comunale, nonostante le mille famiglie vincitrici del bando 2005, ha deciso di stornare 11 milioni di euro del Decreto Reggio destinati a nuovi alloggi popolari da assegnare agli aventi diritto. Tuttavia, nel settembre 2019, il finanziamento di 11 milioni è stato ripristinato per l’acquisto di nuovi alloggi grazie ad una petizione popolare sottoscritta da oltre 500 persone e promossa dall’Osservatorio sul disagio abitativo. A questo punto, prima di effettuare l’acquisto degli alloggi e l’assegnazione, il Comune, secondo l’articolo 1 della legge 246/89, dovrà attendere la risposta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal quale dipendono questi fondi. L’Osservatorio sul disagio abitativo ha chiesto al Comune una copia della lettera trasmessa al Ministero in modo da poter sollecitarne la risposta».

Salvatore Miceli, del movimento “Reggio non tace”, che compone l’Osservatorio sul disagio abitativo (insieme a CSOA Angelina Cartella, Società dei Territorialisti/e Onlus, Centro Sociale Nuvola Rossa, Comitato Solidarietà Migranti, Collettiva AutonoMia) chiarisce «Sullo striscione c’è scritto “basta promesse”, attualmente non siamo nemmeno alle promesse. Evidentemente dal Comune sanno di non avere fatto nulla, nessun passo significativo allora noi chiediamo perché la giornata possa considerarsi positiva che già domani succeda qualcosa, non tra 10 giorni, 15 giorni, perché è un copione che abbiamo già visto: scende qualcuno ci dice “Dateci un po’ di tempo” e non accade mai niente. Domani, il minimo che potrebbe partire è un tavolo tecnico, per il quale eravamo rimasti intesi col dirigente Piccione che poi però non si è presentato all’incontro. Un tavolo che riunisca rappresentanti delle associazioni delle famiglie e delle istituzioni».