Gioia Tauro, depurazione in tilt. L’amministrazione alza il tiro

Impianto di depurazione mal gestito. Il Comune chiama a rapporto il Presidente del Consiglio Regionale, promuovendo un tavolo tecnico con la Iam, il Corap, il Comune di Gioia Tauro ed i vari soggetti interessati per trovare una immediata soluzione
Impianto di depurazione mal gestito. Il Comune chiama a rapporto il Presidente del Consiglio Regionale, promuovendo un tavolo tecnico con la Iam, il Corap, il Comune di Gioia Tauro ed i vari soggetti interessati per trovare una immediata soluzione

I problemi mai risolti tornano a far tuonare l’amministrazione comunale di Gioia Tauro che, adesso, chiama in causa tutti gli enti preposti a vigilare sul funzionamento dell’impianto di depurazione «mal gestito continua a emanare miasmi insopportabili».

L’amministrazione convinta che «la politica deve necessariamente farsi carico di questo annoso problema chiede a gran voce che se ne occupino in prima persona sia il presidente della Regione Calabria che il Presidente del Consiglio Regionale, promuovendo un tavolo tecnico con la Iam, il Corap, il Comune di Gioia Tauro ed i vari soggetti interessati per trovare una immediata soluzione sia per lo smaltimento dei fanghi che per innovare e adeguare alle moderne tecnologie il depuratore di Gioia Tauro».

L’Amministrazione Comunale ha più volte protestato, chiesto incontri e inviato esposti alle autorità competenti – spiegano attraverso una nota stampa – Nonostante ciò la situazione anziché migliorare si è ulteriormente aggravata. L’argomento ultimamente è stato trattato al Comune di Gioia Tauro alla presenza del Prefetto di Reggio Calabria.

«Il problema attuale è anche la conseguenza della difficoltà che oggi ha la Iam a smaltire i fanghi prodotti perché il sito di conferimento in Sicilia è stato chiuso e la Iam ha difficoltà a individuare un nuovo sito su tutto il territorio nazionale. Da anni i gioiesi sopportano disagi inimmaginabili (bruciore agli occhi, sensi di vomito, mal di testa) a causa dei cattivi odori che spesso infestano l’intero territorio cittadino e non di rado arrivano anche alla vicina San Ferdinando. Il Corap, ente sub regionale e proprietario dell’impianto, sembra disinteressato e tace così come l’attuale presidente della Regione Calabria, più volte sollecitato a intervenire, nonostante abbia la delega alla depurazione delle acque».

Dopo attese e promesse di interventi finite nell’oblio l’amministrazione si rivolge a chi ha competenza a «loro e a chi negli anni ha sminuito il problema chiediamo di venire a vivere insieme ai familiari anche solo un paio di giorni nei pressi dell’impianto per potersi rendere conto di quali siano i disagi subiti dai gioiesi».