Scuole chiuse a Bagnara, querelle tra Comune e Cittadinanza Attiva

Resta acceso lo scontro tra l'amministrazione e l'associazione che chiede lumi sugli interventi previsti nelle scuole ma l'ente «cala il sipario» sulla polemica
Resta acceso lo scontro tra l'amministrazione e l'associazione che chiede lumi sugli interventi previsti nelle scuole ma l'ente «cala il sipario» sulla polemica

Un botta e risposta che non lascia presagire alcuna intesa quello tra l’amministrazione comunale di Bagnara e l’associazione “Cittadinanza Attiva”. Il terreno di scontro sono le scuole di Bagnara chiuse perché «padri di famiglia prim’ancora che politici o amministratori! Sin dal primo atto posto in essere in questa legislatura abbiamo pensato al futuro dei nostri figli e dei nostri concittadini. Sulla problematica dell’edilizia scolastica non abbiamo messo la testa sotto la sabbia demandando alla prossima legislatura il compito di agire. Amministrare significa assumere scelte talvolta impopolari ma che salvaguardino l’incolumità dei nostri figli. Le nostre scelte sugli edifici scolastici chiusi vanno esclusivamente in questa direzione. Ma se il fine ultimo è la garanzia del diritto allo studio che oggi viene comunque garantito, passi qualsiasi critica e qualche voto in meno, essendo primaria la tutela della popolazione scolastica. È preciso intendimento di questa Amministrazione discostarsi da quei dati impietosi quanto aberranti sull’edilizia scolastica nazionale».

Posizione chiara quella dell’amministrazione che piuttosto che mettere a serio rischio gli studenti ha preso la decisione, senza dubbio impopolare, di chiudere gli istituti compromessi per effettuare gli interventi necessari. L’impopolarità prevista non ha tardato ad arrivare. L’associazione “Cittadinanza Attiva V.Morello ha evidenziato un punto di vita nettamente diverso da quello prospettato dall’amministrazione. Per loro, inatti, «l’amministrazione comunale continua ad annaspare ed ad arrampicarsi disperatamente sugli specchi». L’associazione punto per punto, esaminando nel dettaglio la situazione di ogni singola struttura, conclude dicendo che «nessuno si aspetta miracoli, né ha mai messo in discussione la buona fede o la buona volontà degli amministratori, ma quantomeno ci si aspetta un impegno fatto di gesti concreti rivolti alla popolazione scolastica e da quello che si evince dall’ultimo autoreferenziale e autocelebrativo comunicato dell’Amministrazione del 23 ottobre, finalmente dal profilo social ufficiale del Comune, così non è! Nessun accenno alle problematiche impellenti e concrete – e sempre maggiori (vedi, per esempio, la sospensione del servizio navetta di collegamento al plesso XXIV Maggio che mette in serie difficoltà molte famiglie dei discenti, tempi di utilizzo dell’ex Asilo delle Immacolatine e dell’ultimo piano del plesso di via XXIV Maggio e si potrebbe continuare a lungo), di conseguenza nessuna prospettazione di soluzioni».

A chiudere la partita, almeno per il momento, è l’amministrazione che, tuonando contro l’associazione ribadisce come «è sul nulla che si arrovella l’attiva e tempestiva Associazione! Talmente solerte nel ribattere alla Giunta Comunale che si dimentica, semmai ne avesse avuta una, di prospettare soluzioni adeguate e realizzabili, eccezion fatta per la proposta del collegamento telefonico dei plessi. A proposito, la proposta vale anche per le scuole di Pellegrina e Solano? Tuttavia, non aspettavamo di certo l’insorgere della neonata aggregazione per avere le dovute sollecitazioni in materia di edilizia scolastica. Magari l’avessero fatto nel passato, anche in forma singola. Il problema, latente da anni, è stato sollevato con l’insediamento di questa maggioranza di governo. Ebbene, non abbiamo perso tempo e non abbiamo tergiversato davanti alle complesse criticità».

L’amministrazione promette di chiudere cosi la querelle sulla chiusura delle scuole «caleremo definitivamente il sipario su questo pseudo teatrino inscenato ad arte, annunciando ufficialmente, dopo approfondita riflessione, di aver adottato, nostro malgrado, la decisione di non dare seguito ed ignorare comunicati di siffatta bassezza che hanno come unico scopo quello di cercare lustro dentro il buio di idee che li circonda».