“Come cambia la città”, Falcomatà affila le unghie per le elezioni

Il sindaco al teatro Cilea, tra i suoi assessori e i consiglieri, racconta cinque anni di amministrazione. Proteste dagli operai Avr tra il pubblico
Il sindaco al teatro Cilea, tra i suoi assessori e i consiglieri, racconta cinque anni di amministrazione. Proteste dagli operai Avr tra il pubblico
La conferenza sul palco del Cilea, da destra Malara e il sindaco Falcomatà

“Come cambia la città”, Giuseppe Falcomatà affila le unghie in vista delle elezioni. Il sindaco sul palco del teatro Cilea, tra i suoi assessori e i consiglieri, e la pletora di dirigenti e dipendenti comunali in platea, prova a raccontare cinque anni di amministrazione. La scusa è la presentazione del portale “Come cambia la città, il racconto delle trasformazioni in atto. Crescere nella comunità per diventare cittadini”. È il giornalista Francesco Malara a fare da Cicerone in un viaggio che inizia con l’illustrare il nuovo portale che consentirà ai cittadini Una sorta di stanza di vetro dalla quale i cittadini potranno osservare i cambiamenti in atto, le azioni in divenire, gli ambiti di impegno, anche in relazione ai vari assessorati, quindi per zone e per aree tematiche. Poi comincia un lungo racconto con le foto della pagina ufficiale del primo cittadino, il modo per ripassare le opere compiute, in mezzo a tanti sacrifici perché, «nonostante abbia la fascia – scherza Falcomatà – il sindaco non ha i superpoteri». Ricorda i numeri del disavanzo il sindaco dai 143.338.307 ereditati nel 2013, ai 110.918.040 del riaccertamento straordinario del 2015. Una strada in salita per l’amministrazione. Ma «nonostante i consigli di tanti non ho chiesto il dissesto, come avrebbe fatto un manager. È vero che per i cittadini sarebbe cambiato poco ma per alcune persone, tante ditte avrebbero cessato di esistere». Falcomatà racconta degli asili nido comunali, al cedir, ad Archi e a Gebbione, riaperti solo grazie ai pac, che danno lavoro a 50 persone e che ospitano 150 bambini.

La protesta dei lavoratori dell’Avr
Ma è appena il sindaco pronuncia la parola differenziata che la serata si anima. Tra le prime file del teatro ci sono gli operai dell’Avr che si alzano e chiedono di poter fare qualche domanda al sindaco. Urla e attimi concitati fino a che la situazione non si placa, il sindaco resta male per questa uscita poco felice. «Nessuno vi ha fatto mistero delle difficoltà quando ci sono state, avevamo appena fissato un incontro per il 5 novembre per discutere della situazione». Il primo cittadino poi fa il punto dei cambiamenti in atto dal 2015 quando il ciclo integrato era supportato da partecipazioni statali. Adesso invece i servizi interamente coperti dalla tariffa cittadina, ma si riesce a riscuotere solo 50%. I miglioramenti ci sono stati: dal 7% si è passati al 60% per la raccolta differenziata. Tornare indietro sarebbe anacronistico. Rispetto agli inizi però sono venute fuori criticità che andranno risolte e il sindaco ripete, come già successo in altre occasioni, quale sarà la chiave di volta: «Il servizio della raccolta tornerà ad essere gestito dalla pubblica amministrazione. Perché i ritardi nei pagamenti, le difficoltà di cassa e il costo del servizio una società in house non ci sono perché non ha bisogno di lucrare».

Piazza Garibaldi: gli scavi tornano alla luce
Tra tanta propaganda elettorale arriva una buona notizia in chiusura: Falcomatà annuncia che finalmente si procederà con i lavori di piazza Garibaldi, torneranno alla luce gli scavi attualmente sotterrati. Stamattina hanno approvato il progetto esecutivo della soprintendenza per gli scavi i fondi sono stati dirottati: solo una minima parte sarà destinata al parcheggio, il resto sarà dedicato alla valorizzazione dei reperti messi in relazione scavi con stazione ferroviaria.