domenica,Novembre 29 2020

L’allarme dell’Ancadic: «Prima che sia tardi intervenite sulla Sp21 »

La richiesta di Crea è di mettere in sicurezza il sito franato in data 19 febbraio 2018 che al km. 6+00 ha interessato un tratto della carreggiata della Strada Provinciale

L’allarme dell’Ancadic: «Prima che sia tardi intervenite sulla Sp21 »

Vincenzo Crea dell’Ancadic si rivolge alle autorità per segnalare la necessità di intervenire per «mettere in sicurezza il sito franato in data 19 febbraio 2018 che al km. 6+00 ha interessato un tratto della carreggiata della Strada Provinciale».

Nel tratto franato insistono sotto servizi importanti quali: rete elettrica, gas, telecomunicazioni, rete idrica e fognatura, già danneggiate durante l’evento franoso del 19 febbraio 2018. 

«La possibilità da me illustrata  nelle precedenti segnalazioni e sopra richiamata è stata riscontrata dagli inquirenti delegati a svolger indagini dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che, tra l’altro, hanno riferito  “le abbondanti piogge di febbraio c.a. hanno fatto si che si innescasse un locale dissesto che, pur non avendo ancora coinvolto pienamente la sede stradale, richiede  la realizzazione di interventi atti a contenere gli effetti per non compromettere la stabilità del collegamento veicolare……..”.  Alla luce di tale riscontro è legittimo domandare se per intervenite bisogna che un pulman, un mezzo pesante, un mezzo adibito al traporto di butan gas, un mezzo che trasporta massi per la protezione costiera, che sappiamo avere una larghezza assiale di mt 240, la strada è mt 250 circa,  possa finire nella sottostante abitazione.

Nel ricordare che la Calabria è la regione a più elevato rischio sismico d’Italia, domandiamo cosa succederebbein caso di una piccola scossa sismica. 

Al riguardo giova richiamare quanto riferito dall’Anas al Ministero dell’Ambiente con riferimento alla interpellanza parlamentare presentata alla Camera dei Deputati dalla deputata Maria Tripodi, attivata da questa associazione sulla instabilità del promontorio di Capo D’Armi, ovvero che una scossa tellurica  nel territorio di Condofuri ha provocato un parziale distacco di roccia della rupe di Capo D’Armi. Affermazione allarmante.

Si evidenzia ancora una volta che sul sito in frana continuano a transitare mezzi superiori a 19 tonnellate, sebbene la segnaletica stradale lo vieti, il peso di questi mezzi e le vibrazioni  dagli stessi prodotte potrebbero  contribuire ad accelerare ulteriori movimenti franosi. Visto che di fronte al grave e concreto pericolo cui è esposta la pubblica e privata incolumità   perdura l’inazione di chi doverosamente deve intervenire, si chiede un solerte intervento degli Enti territorialmente competenti».